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Obbligazioni emesse da banche: migliore rifugio con aumento tassi

Obbligazioni emesse da banche: migliore rifugio con aumento tassi

Peter De Coensel, Fixed Income Cio e Anahi Machado Tironi, senior portfolio manager di Degroof Petercam Am, rispondono alle domande di Fondi&Sicav sui corporate bond globali

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Peter De Coensel,

Peter De Coensel, Dpam

Come hanno reagito i corporate bond ai rialzi dei tassi d’interesse decisi dalla Federal Reserve? Quali tipologie di obbligazioni societarie hanno retto meglio e quali sono state più penalizzate?

Peter De Coensel: “Il mercato statunitense delle obbligazioni societarie ha affrontato un 2018 difficile. Il mercato in valuta locale (dollaro statunitense), ad esempio, ha perso circa il 3,75% da inizio anno. Gli spread creditizi statunitensi si sono allargati di circa 35 punti base (pb) fino a raggiungere un livello di 130 pb, spingendo quindi il rendimento delle obbligazioni societarie ad alto merito creditizio (Investment Grade) al 4,30%. Quindi, per rispondere alla domanda, il mercato delle obbligazioni societarie ad alto merito creditizio in dollari non ha digerito affatto la politica di normalizzazione dei tassi della Fed nel 2018!

I settori automobilistico, dei beni personali e quello alimentare sono stati i più penalizzati, per via di fattori diversi: il primo è stato impattato da una nuova regolamentazione circa gli standard di emissione di CO2, il secondo è stato influenzato dalla minaccia portata da società come Amazon, mentre il terzo da operazioni di fusione e acquisizione finanziate tramite emissione di debito.
I settori dei media, delle telecomunicazioni e della sanità sono invece quelli che stanno affrontando meglio il periodo, accompagnati anche dalle società bancarie di rilevanza sistemica. Privilegiamo l’esposizione alle obbligazioni senior delle principali istituzioni bancarie statunitensi e una piccola selezione dei principali titoli dei settori dei media, della tecnologia, dei servizi energetici e delle telecomunicazioni”.

In vista della fine del Qe nell’Eurozona e di un probabile incremento dei tassi anche nel Vecchio Continente, quali fattori ritenete sia opportuno considerare per selezionare un portafoglio di corporate bond?

Anahi Machado Tironi: “Nel 2019, la politica monetaria espansiva di Quantitative Easing verrà interrotta (si prevede che nel 2019 i re-investimenti dovuti alla scadenza delle obbligazioni saranno intorno ai cinque miliardi di euro) e non prevediamo che i flussi derivanti dal settore privato saranno particolarmente significativi. In quest’ottica, la previsione per le obbligazioni ad alto merito creditizio in euro appare cupa in un contesto di squilibrio tra domanda e offerta iniziato quest’anno.

In un contesto in cui la crescita dell’Eurozona potrebbe arrivare nel prossimo anno all’1,6%, e in cui la Bce sarà quasi forzata a iniziare il percorso di rialzo dei tassi dopo la prossima estate, consideriamo le obbligazioni emesse dalle banche come il rifugio migliore. La Bce potrebbe infatti offrire nuove operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO) per aiutare le banche a soddisfare il nuovo requisito NSFR (Net Stable Funding Ratio), far aumentare la crescita o assicurare che la liquidità in eccesso non diminuisca troppo rapidamente.

Dal punto di vista della struttura del capitale, pensiamo che i rischi maggiori siano concentrati nel segmento delle obbligazioni Senior Preferred. Noi preferiamo obbligazioni emesse da società finanziarie e di tipo senior bail-in-able poiché vediamo che questa classe di attivi è ora prezzata in modo più corretto, forte dell’esperienza già maturata nell’emissione di questa tipologia di strumenti. Le banche hanno ormai costruito una sorta di cuscinetto protettivo di obbligazioni bail-in-able, in grado di rendere il segmento bancario più resistente in periodi di stress. Le banche statunitensi si stanno difendendo bene e stanno beneficiando della crescita interna del Paese, per questo ci aspettiamo che continuino a registrare una performance migliore all’interno dei mercati Investment Grade, soprattutto in un contesto di elevata volatilità”.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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