Obbligazioni, il rendimento ponderato per il rischio non è più interessante

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata al mercato obbligazionario globale con l’intervento di Eric Vanraes, head of fixed income investments di EI Sturdza

“La classe di attivi peggiore nell’universo obbligazionario è l’high yield”. Eric Vanraes, EI Sturdza

L’inversione di rotta della Fed ha dato nuova linfa alle obbligazioni. Dopo il forte recupero delle quotazioni registrato negli ultimi mesi credete che il comparto abbia ancora margini di crescita?

Il nostro outlook per i differenti mercati obbligazionari si è evoluto dopo la performance messa a segno da inizio anno. Dopo il rally degli spread nell’universo ad alto beta, anche per quanto riguarda debito corporate e mercati emergenti, stiamo diventando più cauti. I livelli correnti sono troppo sottili e anche se c’è ancora spazio per qualche buon risultato, la performance attesa ponderata per il rischio non è più interessante. Gli spread sul debito societario sono legati al comportamento dell’azionario e quando l’indice S&P 500 raggiunge quota 2900-3000 diventa difficile rimanere ottimisti. L’appetito verso i mercati emergenti è inoltre diminuito, sulla scia delle notizie negative provenienti da Turchia e Argentina. In questo contesto di incertezza, crediamo ancora che la posizione ottimale sia nei Treasury Usa attraverso una strategia di Barbell, ovvero investendo nel lato breve della curva (al di sotto dei tre anni) e nel lato lungo (principalmente in obbligazioni a 30 anni, ma anche a dieci). Il nostro obiettivo per il proseguo dell’anno è trovare le giuste opportunità per sostituire parte della nostra esposizione ai Treasury trentennali con i Tips (Treasury indicizzati all’inflazione). Ad oggi, il breakeven per i Treasury a 30 anni è ancora intorno al 2% (ossia il target di inflazione della Fed) e una sostituzione di questo tipo al momento non è interessante. Tuttavia, se il breakeven dovesse scendere al di sotto della soglia dell’1,7%, lo switch si proporrebbe come un’attraente opportunità di investimento.

Livelli di indebitamento spesso molto elevati, rating societari e governativi in bilico e rallentamento degli utili aziendali sono elementi chiave per la sostenibilità del debito. Quali di questi driver potrebbe influenzare l’andamento del mercato obbligazionario nei prossimi trimestri?

I livelli di debito globale (compreso l’enorme carico di debito degli Usa) e il rischio di credito (obbligazioni non AAA sia governative sia societarie) sono elementi chiave del comportamento dei mercati obbligazionari, ma nei prossimi trimestri ad essere protagonisti saranno ancora liquidità e correlazione con l’azionario. A nostro parere, la classe di attivi peggiore nell’universo obbligazionario è l’high yield. Nonostante la sua attrattiva, comunque in diminuzione a causa dell’assottigliamento degli spread, l’alto rendimento non risponde a questi due elementi chiave: la sua liquidità è scarsa o nulla in caso di crisi e la sua performance potrebbe trasformarsi in un disastro qualora l’azionario subisse qualche correzione. Gli unici porti sicuri, in grado di mantenersi liquidi e performare in caso di azionario ribassista, sono i Treasury Usa e, in Europa, il Bund tedesco, che dovrebbe resistere anche se i suoi rendimenti dovessero riportarsi in territorio negativo. Di conseguenza, favoriamo porti sicuri che possano far parte di una strategia di Barbell unitamente all’azionario, evitando qualsiasi tipo di obbligazione che offre rendimenti interessanti a priori, ma di fatto enormi potenziali perdite di capitale.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.