Advertisement

Piazza Affari in calo, Borse europee sulla parità

Piazza Affari in calo, Borse europee sulla parità

Apertura debole per Piazza Affari. Le Borse asiatiche chiudono in territorio negativo. L’economia giapponese si è contratta più del previsto nei primi mesi dell’anno.

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Apertura debole in avvio per Piazza Affari, con il Ftse Mib che perde più di mezzo punto percentuale, mentre gli altri principali listini europei rimangono sulla parità. In negativo quasi tutto il listino, principalmente i titoli bancari. In controtendenza Saipem e Mediaset. Astaldi ha approvato un aumento di capitale da EUR 300 mln e di avere raggiunto un accordo industriale strategico con il gruppo giapponese Ihi Corporation, che parteciperà all’AuCap per EUR 112,5 mln. Sottoscritto anche un accordo di investimento in base al quale il gruppo nipponico acquisirà una partecipazione di minoranza significativa di Astaldi pari a circa il 18% del capitale e a circa il 13% dei diritti di voto.

Vittoria Capital, socio di controllo di Vittoria Assicurazioni con il 51% del capitale, ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto in concerto con Yafa Holding, che detiene il 7,2%, sul restante capitale in circolazione, in un’operazione finalizzata al delisting del titolo della compagnia assicurativa.

Prezzo d’Opa: EUR 14 per azione o 1,4 azioni Vittoria Capital non quotate. Atlantia (EUR 28,28): S&P ha rivisto l’outlook sul rating del gruppo (pari a BBB+) da Negativo a Stabile. Mediaset (EUR 3,31): ha archiviato il primo trimestre con ricavi in calo e un utile di USD 3,5 mln. Punta sui mondiali di calcio, che trasmetterà sulle reti gratuite a partire da giugno.

Dopo otto sedute di fila sui guadagni, la giornata di ieri si è chiusa in territorio negativo per i principali listini di Wall Street. I solidi dati macro del pomeriggio hanno rilanciato la possibilità (e i timori) di ulteriori tre rialzi dei tassi di interesse quest’anno da parte della Fed. Al suono della campanella di chiusura il Dow Jones ha perso lo 0,78%, in compagnia dell’S&P 500 (-0,68%). Netto rosso pure per il Nasdaq Composite che ha perso lo 0,81%.

I mercati dell’area Asia-Pacifico sono oggi in lieve calo dopo che la Corea del Nord ha annullato i previsti colloqui con quella del Sud, gettando dubbi sul previsto summit tra Donald Trump e Kim Jong Un, mentre l’aumento del rendimento dei titoli di Stato Usa ha fatto tornare i timori su un incremento più rapido dei tassi d’interesse, che potrebbe turbare la domanda globale. L’indice Nikkei è calato dello 0,44%. Hong Kong e Shanghai perdono circa mezzo punto percentuale.

Giappone: l’economia giapponese si è contratta più del previsto nei primi mesi dell’anno, segnalando che la crescita ha raggiunto un picco a seguito del migliore periodo di espansione negli ultimi decenni. Nel primo trimestre il Pil della terza economia al mondo ha registrato un calo dello 0,6% su base annua, una contrazione molto più severa rispetto alle attese per -0,2%.

Cambi Eur/Usd a 1,1918. Il dollaro galleggia sui massimi di cinque mesi nei confronti di un paniere di divise sulla scia del rialzo dei rendimenti dei Treasuries che ha offerto nuovo slancio al biglietto verde.

Commodities: petrolio Wti a USD 70,89 al barile. Prezzi in calo sulla scia delle robuste scorte Usa certificate da Api che controbilanciano i tagli alla produzione dell’Opec e la prospettiva di sanzioni Usa contro l’Iran.

Obbligazionario: il Bund future di giugno ha aperto in rialzo di 14 tick a 157,9. Lo spread Btp/Bund 10y si trova a quota 131 pts, con il rendimento del nostro decennale al 1,95%.

Macroeconomia: In Germania il tasso d’inflazione si è attestato ad aprile all’1,6% su base annua, rimanendo stabile rispetto al mese prima e confermando le stime preliminari. Atteso in mattinata oggi, in Zona Euro, Italia e Germania, l’indice dei prezzi al consumo di aprile. In Italia, in arrivo anche il fatturato e gli ordinativi d’industria di marzo. Nel pomeriggio, negli Stati Uniti, sono attesi la produzione industriale e manifattura del mese di aprile e le scorte petrolifere settimanali.

Dallo stesso autore