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Piazza Affari parte forte: +2,25%

Piazza Affari parte forte: +2,25%

Piazza Affari parte forte con il Ftse MIb che segna +2,25%. Wall Street chiude il mese di novembre in rialzo. La tregua tra Cina e Stati sulle tariffe commerciali sostiene l’azionario dell’area Asia/Pacifico

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari inaugura positivamente la prima seduta di dicembre, con il Ftse Mib che balza del 2,25%. Banco Bpm non fa prezzo per eccesso di rialzo, dopo il possibile accordo per la cessione di Npl. STM +7,6%. Saipem +4,1% sull’aumento del prezzo del greggio. FCA +3,8% dopo upgrade rating.

Dal G20 di Buenos Aires, Conte ha lanciato messaggi di ottimismo sulla possibilità di arrivare ad una soluzione con l’Europa, evitando la procedura d’infrazione per debito eccessivo. Bruxelles punta a un compromesso che consenta di portare il target del deficit/Pil 2019 a 1,9-2% da 2,4%.

Banca Carige (EUR 0,0020): ha emesso l’atteso bond subordinato Tier2 da EUR 320 mln. La banca spiega che lo schema volontario di intervento di Fitd sottoscrive 318,2 mln, mentre Banco di Desio e della Brianza acquisisce i restanti 1,8 mln;

Edison (EUR 0,95): sta riflettendo sul futuro delle attività di esplorazione e produzione di oil and gas, quindi su un’eventuale cessione. Avvierà in Italia la prima catena logistica integrata di impianti di gas naturale liquefatto su piccola scala, destinato in particolare al settore del trasporto sia terrestre sia marittimo;

ENI (EUR 14,25): è in trattative per espandere la propria presenza in Oman e negli Emirati Arabi nell’ambito di un piano che punta a consolidare la base dell’attività nell’area del Golfo, ricca di petrolio, e controbilanciare la dipendenza dall’Africa;

FCA (EUR 14,57): Fitch ha alzato i rating, incluso quello a lungo termine a BBB- da BB, con outlook stabile.

Chiusura del mese sui guadagni per la piazza azionaria di Wall Street, in attesa dell’incontro bilaterale tra il Presidente degli USA e quello della Cina al G20 di Buenos Aires, conclusosi poi con una tregua tra le due super potenze. Il Dow Jones ha registrato un rialzo dello 0,79%, con al gancio l’S&P 500 e il Nasdaq 100 a +0,82%. Tra le Blue Chips, nel settore bancario, le azioni della The Goldman Sachs Inc. hanno lasciato sul terreno il 2,13% dopo che gli analisti di BofA/Merril hanno rivisto al ribasso la raccomandazione sul titolo da Buy a Neutral. Calo anche per General Electric (-5,87%) dopo che gli analisti di Deutsche Bank hanno tagliato a USD 7 il prezzo obiettivo sul titolo. Al Nasdaq, i titoli della Workday Inc., operante nel settore delle applicazioni software, hanno piazzato un rally del 12,87% sulla scia di risultati trimestrali oltre le aspettative, che hanno permesso il rialzo della guidance sui ricavi dell’anno fiscale 2019.

La tregua tra Cina e Stati sulle tariffe commerciali sostiene l’azionario dell’area Asia/Pacifico. Le valute delle economie più aperte al commercio internazionale guadagnano terreno con il dollaro australiano che raggiunge il livello più alto da circa quattro mesi, mentre il biglietto verde torna sul minimo di circa 30 giorni rispetto allo yuan cinese. Tokyo chiude la prima seduta della settimana in rialzo dell’1% sul massimo dal 22 ottobre scorso, con Hitachi che avanza del 4,1%, TDK del 4,3% e Toyota Motor 3,4%. Shanghai e Hong Kong salgono rispettivamente del 2,4% e di quasi il 3%.

Usa-Cina: hanno siglato una tregua nella disputa commerciale dopo l’incontro a margine del G20. Gli USA manterranno dazi del 10% su USD 200 mld di merci cinesi ma la Casa Bianca ha scelto per il momento di non operare un rialzo al 25% a partire dal primo gennaio 2019.

Cambi: Eur/Usd a 1,1365. L’euro è in rialzo sul dollaro e sullo yen, entrambi appesantiti dalla tregua tra Cina e Usa sui dazi, che ha ridato fiato
all’appetito di rischio.

Commodities: greggio a USD 53,55 al barile. I segnali di distensione tra Usa e Cina sui dazi spingono in deciso rialzo le quotazioni petrolifere.

Obbligazionario: futures bund dicembre in calo in apertura di 43 tick a 161,10 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 284 pb, con il
rendimento del nostro decennale al 3,181%.

Macroeconomia: in Cina, l’indice relativo all’attività della manifattura è passato a novembre a 50,2 da 50,1 di ottobre, mentre le attese erano per una frenata a 50. In Giappone, l’attività del settore manifatturiero ha mostrato a novembre un ritmo di crescita inferiore rispetto ad ottobre: il Pmi si è attestato a 52,2 da 52,9 di ottobre, risultando migliore rispetto alla lettura flash, ma toccando comunque il minimo da agosto 2017. In Italia, riflettori puntati sull’indagine congiunturale sull’attività del manifatturiero italiano, per cui è previsto un proseguimento della contrazione con l’indice Pmi in ulteriore calo a 48,8 da 49,2 di ottobre. In arrivo l’indice Pmi di Francia, Germania, Gran Bretagna ed Eurozona, con le aspettative che prevedono conferme dei livelli del mese di ottobre.