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Inchiesta

Pir, le scelte dei risparmiatori

Pir, le scelte dei risparmiatori

Durante la tavola rotonda sui Piani individuali di risparmio organizzata dalla redazione di Fondi&Sicav abbiamo chiesto a Paolo Proli, head of retail distribution di Amundi Sgr, Lorenzo Giavenni, responsabile pianificazione commerciale e sviluppo rete di Arca Fondi Sgr e Marcello Chelli responsabile per i Lyxor Etf in Italia su quali categorie di fondi Pir si stanno indirizzando principalmente gli investitori nel 2018, e se sotto questo punto di vista hanno riscontrato delle differenze rispetto al 2017.

«Gli strumenti sui quali si sono maggiormente focalizzati, e sui quali continuano a investire i clienti di Arca sono i nostri fondi bilanciati, a basso e medio rischio» ha spiegato Lorenzo Giavenni. «Non abbiamo riscontrato differenze di approccio rispetto al 2017, anche perché il primo prodotto con cui siamo partiti è stato il fondo bilanciato Arca Economia Reale Bilanciato 30 che da subito ha performato molto bene, con un ottimo track record, e questo chiaramente ha innescato un circolo virtuoso che ha fatto da traino alla raccolta».

«Sull’asset allocation in Amundi non abbiamo la percezione di una movimentazione di portafoglio collegata all’andamento del mercato azionario o obbligazionario italiano tale per cui ci siano stati degli scostamenti rispetto ai portafogli modello delle reti» ha proseguito Paolo Proli «Tra il 2017 e il 2018 la differenza importante che abbiamo notato non è stata tanto nelle scelte di portafoglio quanto sulla tipologia di strumento utilizzato. L’anno scorso le prime a lanciare i Pir sono state le sgr che, attraverso i fondi comuni, hanno sfruttato il vantaggio di poter gestire direttamente la componente fiscale sulla NAV (valore quota) del fondo in nome e per conto dell’intermediario, mentre il mondo delle assicurazioni è arrivato in un secondo momento. Quest’anno invece il mercato assicurativo è in netto recupero rispetto al gap dell’anno precedente, tanto che se guardiamo alla nostra raccolta netta sui Pir nel 2018 il 50% è dato da sottoscrizioni dirette di fondi e il 50% da sottoscrizioni in prodotti assicurativi. Ci si può aspettare quindi che nei dati forniti da Assogestioni l’incidenza del collocato fondi sia in calo non solo per il naturale rallentamento della novità e del mutato andamento del mercato finanziario domestico, ma anche perché gli strumenti Pir vengono ora collocati in percentuale sempre maggiori attraverso veicoli come le polizze unit linked».

«Per quanto riguarda la raccolta, rispetto al 2017, è venuta meno la componente di investimenti speculativi, mentre è rimasta la componente di investitori di medio lungo termine che garantisce stabilità alle nostre masse» ha puntualizzato Marcello Chelli «Per quanto riguarda Lyxor, la nostra scommessa ora è sulla parte obbligazionaria, e infatti a febbraio abbiamo lanciato sul mercato il primo Etf Pir al 100% obbligazionario. Si tratta di uno strumento innovativo perché va a coprire una nicchia di mercato che non è stata ancora adeguatamente presidiata. Anche se oggi il contesto di mercato non è ottimale, lo strumento ha registrato una raccolta positiva e si sta rivelando molto stabile come masse, in quanto è elevata la componente di investitori privati (il trade medio su Borsa Italiana è di appena 3.000 euro). Stiamo ora dialogando con alcuni provider per inserire questo strumento nelle loro soluzioni Pir».

«Se nel 2017 gli Etf Pir sono stati un volano di raccolta molto consistente per Lyxor» ha concluso Chelli  «nel 2018 invece l’attenzione degli investitori italiani si è concentrata maggiormente sui nostri Etf su S&P 500 (l’azionario statunitense ha monopolizzato i mercati), sullo Stoxx Europe 600 (grazie a un costo di appena 0,07%), sui bond a tasso variabile e sugli Etf Short su Btp e Bund (per gestire il rischio di rialzo dei tassi)».

Vedi anche:

Pir, tanti punti di forza

Pir, il corretto approccio

Paola Sacerdote

Nata a Milano ma cresciuta a Ivrea, patria del sogno olivettiano di cui ho visto il triste tramonto, ho studiato Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano. Dopo una esperienza nel mondo della finanza come consulente, oggi collaboro a tempo pieno con il gruppo FONDI&SICAV.

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