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Più Usa che Europa in portafoglio

Più Usa che Europa in portafoglio

Più Usa che Europa in portafoglio. Indipendentemente dal risultato elettorale, gli asset Usa restano favoriti secondo Talib Sheikh, head of strategy, multi-asset, di Jupiter Am

Lo scenario più probabile delle elezioni di midterm americane, dati i risultati degli ultimi sondaggi, sembra essere quello in cui i Democratici prendono il controllo del Congresso mentre il Senato potrebbe restare ai Repubblicani. I mercati sono diventati scettici nei confronti dei sondaggi – visti i recenti avvenimenti – ma in questo caso i numeri sembrano ben definiti.

Considerato quanto sopra, la prospettiva di ulteriori tagli fiscali sarebbe meno marcata, mentre gli attuali sgravi sulle tasse sarebbero solo provvisori. Si prevede tuttavia un sostegno bipartisan alla spesa nelle infrastrutture, il che potrebbe far crescere il Pil degli Stati Uniti dello 0,2% finanziato verosimilmente da un’espansione del deficit. Un mantenimento del controllo di entrambe le Camere da parte del Partito Repubblicano sarebbe positivo per gli asset più rischiosi, alla luce della possibilità di un ulteriore allentamento fiscale e di una spesa nelle infrastrutture ma aumenterebbe il rischio di un brusco aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, tenuto conto della dimensione del deficit e dell’attuale dinamica dell’inflazione.

Per quanto riguarda il nostro posizionamento, manteniamo un’esposizione agli asset statunitensi – nello specifico nel segmento high yield – dove vediamo poco probabile uno scenario recessivo a breve termine. Per quanto riguarda l’equity, le nostre posizioni sono modeste e continuiamo a preferire un approccio strategico in questa parte del portafoglio sebbene stiamo provando a riposizionarci su alcuni titoli azionari, specialmente quelli US. Rimaniamo cauti sull’area europea, ritenendo che sul medio termine l’economia statunitense e il dollaro USA continueranno a sovraperformare il resto del mondo. L’attuale stretta di liquidità potrebbe inoltre continuare a danneggiare gli asset europei. Le azioni dei mercati emergenti sono state maggiormente svalutate ma – in considerazione delle dinamiche finora illustrate – crediamo sia meglio aspettare livelli migliori per posizionarci.

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