AdvertisementAdvertisement

Private Banking e rilancio dello sviluppo italiano

Private Banking e rilancio dello sviluppo italiano

Si è aperto con i saluti del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria il Forum del Private Banking, evento organizzato dall’Associazione Italiana del Private Banking, giunto alla sua quattordicesima edizione e tenutosi a Palazzo Mezzanotte, sede storica di Borsa Italiana, lo scorso 16 novembre.

L'intervento del Ministro dell'economia Giovanni Tria

L’intervento del Ministro dell’economia Giovanni Tria all’apertura dei lavori del XIV Forum del Private Banking

Nel suo intervento, il Ministro ha voluto porre l’accento sul tema principale del Forum di quest’anno: il ruolo del private banking nello sviluppo dell’economia reale del nostro Paese, ovvero l’aspetto più sociale di questo importante settore dell’industria del risparmio. Il tema dell’incontro, ha sottolineato Tria, «evidenzia l’importanza di ricongiungere la finanza, in particolare i risparmi privati, agli investimenti, che servono a promuovere lo sviluppo economico del Paese, un’esigenza profonda del nostro sistema produttivo. Questa necessità è diventata sempre più urgente a seguito della crisi finanziaria che ha ristretto i canali del credito e ha reso evidenti i limiti dei movimenti finanziari speculativi aprendo la strada ad un nuovo rapporto tra ricchezza e sviluppo».

Il Rapporto Aipb-Censis sul valore sociale del Private Banking

Proprio allo scopo di approfondire questo tema Aipb ha commissionato al Censis un’indagine sul valore sociale del Private Banking, con l’obiettivo di verificare il sentimento della collettività nei confronti della ricchezza, dei modi in cui è stata generata e i giudizi sul suo utilizzo. Le principali evidenze del rapporto sono state esposte nel corso del Forum da Giorgio De Rita, segretario generale dell’istituto di ricerca.

Innanzitutto, la maggioranza degli italiani (il 52,4%) è convinta che chi investe la ricchezza che possiede moltiplica le opportunità per tutti, perché i patrimoni finanziari, se si stimola chi li detiene a investirli bene, sono una vera risorsa, e non sostanze sottratte egoisticamente alla collettività. Nella percezione comune è prevalente, dunque, una visione della ricchezza come strumento produttivo, attraverso l’investimento diretto o indiretto nell’economia reale, garantendo allo stesso tempo rendimenti per i detentori dei patrimoni e benefici per l’intera collettività.

Per quanto riguarda le opinioni rispetto al futuro, i detentori di grandi patrimoni sono meno preoccupati per il futuro del Paese rispetto al resto degli italiani: il 46,5% contro il 62,2%. Inoltre sono meno propensi a spostarsi asll’estero: il 75,8% resterebbe in Italia anche se avesse la possibilità di andarsene, mentre tra gli italiani in generale la quota si riduce al 48,4%. La voglia di Italia emerge anche dalle decisioni sugli investimenti, perché per il 73,5% dei detentori di grandi patrimoni l’investimento giusto deve generare valore anche per il proprio Paese, per il 70,4% deve avere ricadute positive su occupazione e redditi, per il 64,8% deve valorizzare i territori e le comunità di appartenenza, per il 59,5% deve essere socialmente responsabile, tutelare l’ambiente e favorire la qualità della vita delle persone.

In questo quadro, il Private Banking gioca un ruolo decisivo perché, per due terzi dei detentori di grandi patrimoni, il Private Banker rappresenta la figura professionale di riferimento quando si tratta di prendere le decisioni di investimento. Se la ricchezza è ben vista dagli italiani quando si mobilita per lo sviluppo, il 79,6% reputa utili i professionisti che offrono servizi di consulenza ai detentori di grandi patrimoni, ma devono stimolare i benestanti a fare investimenti con positivi effetti per la collettività e il benessere di tutti.

Il nodo del passaggio delle aziende tra generazioni

Uno dei campi d’azione in cui può rivelarsi fondamentale il ruolo del private banking, e che soprattutto rappresenta una delle maggiori sfide per l’economia italiana nel suo complesso, riguarda il passaggio delle aziende tra le generazioni. In Italia sono tanti i casi in cui il trasferimento di un’azienda dall’imprenditore agli eredi genera crisi, con gravi danni per l’impresa, i dipendenti e le comunità, e i risultati dell’indagine non inducono all’ottimismo. Al momento, infatti, il 50,3% degli imprenditori non ha ancora pensato alla trasmissione agli eredi del proprio patrimonio personale e aziendale. Di questi, il 32,2% tende a rimandare e il 18,2% non è interessato a cosa accadrà dopo di lui. Con specifico riferimento al patrimonio aziendale, l’88,3% degli imprenditori non ne ha cominciato il trasferimento agli eredi.

Un ruolo attivo nel promuovere lo sviluppo economico

Come ha sottolineato Fabio Innocenzi, presidente uscente di Aipb durante il suo discorso introduttivo, la ricerca del Censis, «fornisce diversi stimoli all’industria del Private Banking su come svolgere un ruolo attivo di sostegno alla crescita del Paese, conciliandolo con l’obiettivo primario di protezione e sviluppo dei patrimoni affidati dalla clientela».

Nell’analisi delle scelte di investimento della clientela private, ha proseguito Innocenzi, la ricerca restituisce «la descrizione di un gruppo sociale che, in un quadro economico finanziario globale e con dinamiche professionali sempre più sovranazionali, esprime comunque un’attenzione al proprio Paese, e alle ricadute sociali delle proprie scelte di investimento».

Il Private Banking deve quindi tener conto di questa sensibilità e cercare di proporre alla clientela quelle opportunità in grado di coniugare il legittimo interesse alla tutela e all’accrescimento del patrimonio con la destinazione di una parte di ricchezza alla partita dello sviluppo economico del Paese.

Paola Sacerdote

Nata a Milano ma cresciuta a Ivrea, patria del sogno olivettiano di cui ho visto il triste tramonto, ho studiato Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano. Dopo una esperienza nel mondo della finanza come consulente, oggi collaboro a tempo pieno con il gruppo FONDI&SICAV.

Dallo stesso autore