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Rischio di credito aziende, non è il momento per essere aggressivi

Rischio di credito aziende, non è il momento per essere aggressivi

Il contributo di Ryan Staszewski, gestore del fondo Threadneedle (lux) global investment grade credit opportunities di Columbia Threadneedle Investments, all’inchiesta di Fondi&Sicav sui corporate bond globali

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Ryan Staszewski, Columbia Threadneedle

Come hanno reagito i corporate bond ai rialzi dei tassi d’interesse decisi dalla Federal Reserve? Quali tipologie di obbligazioni societarie hanno retto meglio e quali sono state più penalizzate?

I corporate bond hanno registrato un andamento debole nel 2018, in correlazione a un periodo di aumento dei rendimenti dei treasury Usa. Ciò contrasta con i numerosi cicli di aumento dei tassi di interesse su base storica, dove gli spread creditizi corporate si sono ristretti. Normalmente ci aspettiamo una correlazione inversa tra i due, dato che i tassi di interesse generalmente aumentano quando la crescita economica migliora, un contesto solitamente positivo per gli utili corporate e il credito corporate in generale.

Riteniamo che la recente correlazione tra gli spread dei rendimenti dei titoli di Stato e gli spread delle obbligazioni societarie possa essere interpretata come segue. Primo, se la Fed sta aumentando i tassi in reazione alla solida crescita economica e alla disoccupazione bassa, il mercato dei corporate bond sta reagendo negativamente rispetto ai timori delle guerre commerciali e all‘outlook di lungo termine della crescita economica globale. Secondo, se l’aumento dei tassi di interesse riduce gli utili societari e la capacità delle aziende di onorare il debito societario, riteniamo che questo rappresenti una preoccupazione minore per il mercato, dato che le aziende hanno già ampiamente trasferito internamente i loro profili di scadenza del debito.
In virtù di questo, prevedibilmente, i settori ciclici, come quello automobilistico, sono stati quelli più influenzati negativamente, mentre i settori non ciclici, come ad esempio le utility hanno sovraperformato.

In vista della fine del Qe nell’Eurozona e di un probabile incremento dei tassi anche nel Vecchio Continente, quali fattori ritenete sia opportuno considerare per selezionare un portafoglio di corporate bond?

La fine del Qe della Bce rispecchia un movimento di politica monetaria da molto accomodante a poco meno accomodante, e questo è negativo per il mercato. Riteniamo comunque che l’andamento futuro di normalizzazione della politica monetaria da parte della Bce verrà gestito in modo molto graduale, in linea con le attese del mercato e per questa ragione dovrebbe essere ampiamente calcolato nelle valutazioni dei corporate bond. Tuttavia, la reazione del mercato potrebbe essere eccessivamente negativa al momento della rimozione degli stimoli. Inoltre, dato che le valutazioni dei corporate bond sono ampiamente eque in termini di valutazioni e considerato che ci troviamo nella fase matura del ciclo del credito corporate, crediamo che ora non sia il momento giusto per essere aggressivi con il rischio di credito delle aziende. Per questi motivi, preferiamo gli emittenti di alta qualità e i settori più difensivi, ad esempio le utility regolamentate.