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Italia, rischio ridimensionato?

Italia, rischio ridimensionato?

Italia, rischio ridimensionato? Ora che il governo italiano ha rivisto al ribasso i suoi piani fiscali dal 2,4% al 2,04%, il rischio italiano è diminuito? Kelly, economista politico, Aberdeen Standard Investments, sul rischio Italia

I titoli dei giornali italiani sono ottimisti, ma rimaniamo scettici sui numeri reali alla base delle stime di bilancio e sulla longevità della tregua del governo italiano, sia internamente che con la Commissione Europea.
La visibilità sulle intenzioni e le motivazioni dei due partiti di governo rimane bassa, per cui non è chiaro a quali compromessi siano scesi i capi di governo per garantire questo obiettivo di deficit quanto siano rimasti insoddisfatti nel farlo. Pensiamo che ciò rifletta da un lato la sorprendente marcia indietro del leader M5S Di Maio, e il calo del potere relativo del suo partito, e dall’altro lo stress del mercato italiano e la debolezza economica degli ultimi mesi.

Le dinamiche del potere politico potrebbero causare problemi alla coalizione nel 2019; la Lega potrebbe puntare a indire nuove elezioni per capitalizzare sul suo rafforzamento. E per i mercati, probabilmente, sarebbe meno critico un governo leghista, ad esempio in coalizione con un partito di centrodestra, rispetto all’attuale coalizione. Soprattutto se la Lega manterrà la recente posizione più moderata e favorevole agli affari. Tuttavia, le nuove elezioni potrebbero riservare sorprese in termini di politiche e sostegno, con sondaggi soggetti alla maggior parte del flusso durante le campagne elettorali (come dimostrato nel Regno Unito nel 2017).

Qualsiasi sarà l’esito delle dinamiche di potere, la probabilità che l’obiettivo di deficit di bilancio sia raggiunto è bassa; ci sono pochi dettagli su come esattamente questo sarà raggiunto e probabilmente incorpora ancora stime di reddito eccessivamente ambiziose. Inoltre, le preoccupazioni della Commissione Europea non sono tanto per il deficit di bilancio nominale, quanto piuttosto per le dinamiche del deficit strutturale e del rapporto debito/PIL, che continuano ad apparire instabili. Detto questo, la Commissione Europea sembra apprezzare i progressi compiuti dal governo italiano e di conseguenza le tensioni immediate si sono attenuate. Questo significa che il conflitto sul bilancio sarà posticipato, anche se pensiamo che i problemi potrebbero riemergere alla fine del Q1/inizio Q2 quando saranno resi noti i dati fiscali ed economici.

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