Rolex Daytona, da flop a top

Cosmograph_Daytona_1965
Cosmograph_Daytona_1965

di Massimo Avella, maestro orologiaio

Riparare gli orologi suscita in me una grande emozione, che vivo quotidianamente lavorando nella diversa e complessa professione di tecnico di orologeria. Ma, come per ogni appassionato, e un orologiaio si può considerare tale, riparare una rarità dona un po’ di assoluto.

È storia di questi giorni, avere riportato in piena efficienza nel mio laboratorio un segnatempo unico da me revisionato: il celeberrimo Daytona referenza 6263. E già ciò potrebbe bastare, vista la rarità di questo prodotto. L’unicità, però, si è creata dinanzi ai miei occhi nel riparare un cronografo commissionato su ordine speciale “Fuerza aerea del Perù”.  A me risulta che sia l’unico esemplare di Daytona prodotto per forze militari. Le caratteristiche sono la ghiera calibrata in metallo terza generazione, pulsanti a vite seconda generazione, quadrante con tre scritte costruito dal 1971 al 1988, scritta “DAYTONA” sul quadrante curvo grassetto in rosso.  Anche calibro 727, scappamento a 21.600 alternanze, la spirale autocompensante antimagnetica bianca e il ponte del cronografo a cinque scritte. 

QUASI UN CRONOMETRO

Questo calibro è potenzialmente un cronometro, ma ufficialmente possono esserlo solo i movimenti numerati per i modelli in oro che erano venduti con il certificato di cronometria C.O.S.C.

Daytona
Daytona_International_Speedway2012

La scritta Daytona celebra la sponsorizzazione Rolex della classica 500 miglia che si corre nel circuito ovale di  Daytona in Florida. Agli inizi era presente solo sugli orologi destinati al mercato nordamericano. La grafica Daytona era di due dimensioni nelle prime due serie della referenza 6239, una piccola e in seguito una grande ed erano posizionate sotto il nome Cosmograph. La scritta era bianca o argentata per quadranti a fondo nero oppure nera o argentata su fondo bianco. In seguito venne sempre posizionata lungo la curvatura superiore del contatore delle ore. Si possono trovare nei modelli non Oyster con diverse grafiche e a distanze diverse dal quadrantino del contatore delle ore.

Come altre unità militari dell’epoca, lo stato del Perù, decise di fornire ai suoi piloti ufficiali di alto rango i cronografi più precisi del tempo. Inizialmente sono stati forniti da Omega. Ma dal principio degli anni ‘60 sono stati i Rolex ad accompagnare gli ufficiali peruviani.

La famiglia del modello Daytona carica manuale è l’esempio di massima crescita esponenziale in termini di investimento. Negli anni della sua produzione l’avvento di nuovi modelli al quarzo ha fatto sì che gli orologi meccanici per caratteristiche di precisione fossero messi da parte. La moda degli anni ‘80 mirava a segnatempo piatti nelle dimensioni e senza necessità di interagire con l’orologio  stesso (non dovendolo caricare manualmente): il quarzo dotato di batteria aveva eliminato questo apparente fastidio e, di conseguenza, si è verificato il crollo di modelli ritenuti invendibili per caratteristiche ormai erano considerate passate. Comprare un Daytona nei primi anni ‘80 era un po’ come acquisire un’uto fine serie particolarmente scontata perché invenduta. Le cifre? Circa 3 milioni di lire all’epoca, l’ impegno economico  che necessitava per l’acquisto.

Oggi partiamo almeno da euro 60.000 …da Flop a Top una innegabile realtà!