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Schroders, la diversificazione attraverso gli investimenti alternativi

Schroders, la diversificazione attraverso gli investimenti alternativi

Si è tenuta a Milano la quinta edizione dello Schroders Alternatives Day, che ha offerto una panoramica del mondo delle soluzioni di investimento Private Asset e Liquid Alternative.

Andrew Dreaneen

Andrew Dreaneen, head of Liquid Alternatives di Schroders

Andrew Dreaneen, head of Liquid Alternatives di Schroders, ha evidenziato come la diversificazione sia uno degli aspetti che rendono maggiormente interessanti i prodotti Liquid Alternative soprattutto in questo periodo, all’inizio di un anno che si prospetta molto diverso da quello passato. «Il 2019 finora è stato complessivamente positivo per i fondi alternativi: un buon segnale dopo un 2018 difficile per tutti gli asset rischiosi, che ha visto l’indice AH Global Ucits mettere a segno la performance peggiore dalla sua introduzione nel 2010, con un calo del 4,7%», ha commentato l’esperto. «Dopo una crescita straordinaria negli ultimi 15 anni, il settore dei Liquid Alternative ha raggiunto un certo livello di maturità ed è diventato particolarmente competitivo. Tuttavia, le opportunità di sviluppo rimangono molto ampie: basti pensare che il 32% dei gestori hedge europei e il 74% di quelli americani non sono disponibili in formato Ucits».

A testimonianza della forte convinzione di Schroders sulle potenzialità di questa asset class nella fase attuale, la gamma alternativa del Gruppo si è ulteriormente arricchita con il recente lancio di Schroder GAIA Helix, fondo alternativo multi- strategy e market-neutral che combina e ottimizza le strategie di Schroders orientate alla generazione di alpha.

Un’altra opportunità di investimento alternativa è rappresentata dai Private Asset, il secondo tema affrontato da Schroders nel corso della giornata. Come ha spiegato Alan Cauberghs, head of Private Assets di Schroders, questa è un’asset class relativamente giovane. «Fino alla fine degli anni ‘90, la maggior parte dei portafogli era composta principalmente da azioni e obbligazioni. Allo scoppio della bolla Dot-com, molti investitori hanno subito enormi perdite, a causa della loro ampia dipendenza dall’equity. È quindi emersa l’esigenza di ripensare la struttura dei portafogli e di individuare nuove fonti in grado di offrire una reale diversificazione. Da qui è iniziato un trend che ha visto crescere sempre di più l’interesse degli investitori per gli investimenti alternativi, e in particolare per i Private Asset».

I tre vantaggi dell’investimento in Private Asset

Alan Cauberghs, head of Private Assets di Schroders

Alan Cauberghs, head of Private Assets di Schroders

«Investire in Private Asset comporta un sacrificio in termini di liquidità, a fronte del quale si può essere ben ricompensati», ha continuato Cauberghs, alla guida della divisione che riunisce le expertise del Gruppo in ambito private equity, private debt, real estate e infrastrutture, per un totale di circa 30 miliardi di euro di masse in gestione, precisando: «Questi investimenti offrono infatti tre benefici fondamentali. Innanzitutto, si ottiene un premium di illiquidità: storicamente private equity e private debt hanno offerto in media extra-rendimenti rispettivamente di circa 3-5% e 2-3% rispetto al loro equivalente quotato. Si tratta di un premio che tende a restare costante nel tempo, indipendentemente dalle condizioni di mercato. In secondo luogo, i Private Asset consentono di cogliere opportunità inaccessibili attraverso i mercati pubblici. Ad esempio, la maggior parte della disruption sui mercati è generata da aziende innovative non quotate, nelle quali è possibile investire solo tramite venture capital. Il terzo beneficio è un maggiore controllo sugli asset posseduti, con un miglior accesso alla documentazione».

Secondo Cauberghs ci sono ottimi motivi per investire ora nei Private Asset. «Nel prossimo periodo è atteso un passaggio dallo stimolo monetario a quello fiscale: ciò dovrebbe far defluire capitale dagli asset finanziari, generando un rischio di downside sui mercati, e convogliarlo nell’economia reale, un’area di investimento alla quale i Private Asset hanno un accesso privilegiato», ha spiegato il manager di Schroders, aggiungendo che «chi investe in questa asset class si trova quindi in una buona posizione per beneficiare di questo trend. Inoltre, i Private Asset hanno storicamente sovraperformato verso la fine del ciclo economico».

Intanto non si fermano i piani di sviluppo di Schroders nei Private Asset continuano: «L’area su cui stiamo puntando di più al momento è il private debt, in particolare il direct lending e il mezzanine: stiamo considerando la possibilità di espanderci anche tramite acquisizioni di società già leader nei propri ambiti, come avvenuto in passato. Inoltre, vorremmo allargare il nostro orizzonte nelle infrastrutture e nel real estate andando oltre l’Europa, il mercato sul quale siamo più concentrati: in particolare, non escludiamo opportunità di acquisizioni e partnership per migliorare il nostro accesso al mercato asiatico», ha concluso Cauberghs.

Paola Sacerdote

Nata a Milano ma cresciuta a Ivrea, patria del sogno olivettiano di cui ho visto il triste tramonto, ho studiato Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano. Dopo una esperienza nel mondo della finanza come consulente, oggi collaboro a tempo pieno con il gruppo FONDI&SICAV.

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