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Simile all’originale

Simile all’originale

a cura di Massimo Avella, maestro orologiaio

In qualità di consulente tecnico presso il Tribunale di Prato, spesso mi sono dovuto confrontare con orologi falsi, fenomeno sempre più in voga, oggi che tutto viene taroccato in qualsiasi campo ci si addentri, ivi compreso quello dell’alimentazione. Mai avevo approfondito quanto realmente, almeno nel settore degli orologi e dei gioielli, si ripercuotesse in termini numerici così importanti.

Gli ultimi dati dell’Ocse, che analizzano i danni dei falsi sull’economia italiana, parlano di mancate vendite del 7,5% per il comparto luxury.

GIOIELLI E OROLOGI IN TESTA

E si tratta di perdite non solo in termini di business, ma anche di posti di lavoro e di sicurezza: la contraffazione si configura sempre più come fenomeno negativo per l’economia italiana. L’ ultimo rapporto dell’Ocse, forum strategico internazionale, che promuove politiche destinate a migliorare il benessere economico e sociale dei cittadini nel mondo, ha rilevato che il commercio mondiale dei falsi brucia tra l’1% e il 2% del Pil in termini di mancate vendite e,  più di tutti, a farne le spese sono i prodotti del settore gioielli e orologi,  dove le mancate vendite raggiungono quota 7,5%.

In generale nel 2013, spiega il rapporto, il valore totale dei beni italiani contraffatti e piratati venduti in tutto il mondo era oltre 35 miliardi di euro, l’equivalente del 4,9% del giro d’affari dei prodotti manifatturieri italiani nel pianeta.

ITALIA TRA I PIÙ COLPITI

Sempre secondo gli studi che l’Ocse ha effettuato su quasi mezzo milione di sequestri doganali in tutto il mondo nel periodo 2011-2013, il commercio di beni contraffatti vale quasi 500 miliardi di dollari all’anno, pari al 2,5% delle importazioni globali. E l’Italia, con l’ampia fetta di export che la connota e l’alto numero di prodotti tutelati, è uno dei paesi più colpiti insieme a Francia e Usa.Nel 2013 le importazioni di beni falsi sono state oltre 10 miliardi di euro, cioè il 3% dell’import, e ciò ha causato mancate vendite a grossisti e negozianti per circa 7 miliardi di euro. Se si sommano il commercio di prodotti italiani falsi e l’importazione di beni contraffatti, la sottrazione di introiti per lo stato è di 10 miliardi di euro, ossia lo 0,6% del Pil. La contraffazione e la pirateria hanno causato l’eliminazione di almeno 87 mila posti di lavoro in Italia nel 2013, che rappresentano il 2% degli equivalenti dipendenti a tempo pieno nel paese.

DUE POSIZIONAMENTI

Il falso del comparto orologiero ha due posizionamenti. Nel primo il consumatore è consapevole di acquistare un fake,  mentre è molto diverso quando l’acquirente è inconsapevole e subisce una truffa vera e propria. La percentuale dei prodotti che rientrano nella seconda categoria è il 60%. Occorre di conseguenza, per evitare acquisti truffaldini, avvalersi sempre di riferimenti diretti e precisi e studiare possibilmente il percorso della figura professionale che si pone di fronte. Nel dubbio meglio rivolgersi alla casa madre del marchio trattato.

L’AZIONE DI CONTRASTO

Comunque per contrastare il continuo avanzamento dei falsi nel campo degli orologi, le maison piu note adoperano strategie e sistemi sempre piu evoluti: utilizzano movimenti definiti, calibri di manifattura di difficile riproduzione, numeri seriali incisi su casse e internamente. Così non affidandosi più a certificati cartacei, come si usava in passato, il segnatempo ha un dna preciso, paragonabile a impronte digitali. Molto è stato fatto anche sul vetro, con piccoli stratagemmi visivi solo a occhi esperti, dove si riesce a intravedere il logo, come nel caso di Rolex o di Omega. Tutto ciò, però, non ha impedito alla rincorsa parallela nei falsi piu ricercati di riprodurre movimenti molto vicini agli originali. La banca dati delle case, però, utilizza sistemi ancora piu segreti e avanzati, chiaramente non pubblici.

Tanto è stato fatto anche nel post vendita, non distribuendo piu pezzi di ricambio onde evitare la riproduzione.

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