Società high yield: il rischio di default a breve termine è basso

L’intervento di François Rimeu e Akram Gharbi, La Française Am, all’inchiesta di Fondi&Sicav sul mercato obbligazionario globale

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“L’inflazione core si manterrà intorno al 2% per il resto dell’anno”. François Rimeu, La Française Am

L’inversione di rotta della Fed ha dato nuova linfa alle obbligazioni. Dopo il forte recupero delle quotazioni registrato negli ultimi mesi credete che il comparto abbia ancora margini di crescita?

François Rimeu, gestore Multi-Asset e Senior strategist di La Française Am: “Grazie alla svolta dovish della Fed, il mercato sta scontando un taglio (dei tassi) quest’anno e un ulteriore taglio nel 2020. Si può andare avanti su questa linea? Diamo un’occhiata alla situazione economica: quest’anno la crescita sta andando bene negli Stati Uniti, con buoni dati su consumi e investimenti. Considerando il trend positivo nell’andamento dei salari reali, nei prossimi 12 mesi il quadro macro dovrebbe rimanere lo stesso.

Per quanto riguarda l’inflazione, che al momento potrebbe essere più importante da analizzare rispetto alla crescita quando si tratta di prevedere le politiche della Fed, i direttori della Fed (Evans, Kaplan, Clarida) hanno detto recentemente che sarebbero disposti a tagliare i tassi se l’inflazione core tornasse all’1,5% o scendesse ulteriormente. Negli ultimi tempi l’andamento dell’inflazione negli Usa è stato moderato, ma quando si analizzano i dati e si esaminano i diversi driver, è molto difficile raggiungere un punto in cui l’inflazione core possa toccare l’1,5%. La nostra opinione è che l’inflazione core dovrebbe mantenersi intorno al 2% per il resto dell’anno.

Quindi, se non si prevede che la crescita e l’inflazione rallentino materialmente – che poi è il nostro scenario – è molto difficile vedere come le obbligazioni a breve scadenza potrebbero continuare nel loro rally. Ora, esaminiamo la curva dei rendimenti per vedere se potrebbe appiattirsi fino a condurre a un aumento del prezzo per la parte più lunga. A nostro avviso, è difficile che ciò accada: la curva è già molto piatta e da un punto di vista storico, scommettere su un appiattimento in questo punto del ciclo economico è molto rischioso”.

Livelli di indebitamento spesso molto elevati, rating societari e governativi in bilico e rallentamento degli utili aziendali sono elementi chiave per la sostenibilità del debito. Quali di questi driver potrebbe influenzare l’andamento del mercato obbligazionario nei prossimi trimestri?

“Il debito corporte high yield è rimasto stabile negli Usa e in Europa”. Akram Gharbi, La Française Am

Akram Gharbi, Credit fund manager, La Française Am: “La performance da inizio anno delle obbligazioni corporate è stata guidata principalmente dall’approccio dovish delle banche centrali, in particolare della Fed, e dalla stabilizzazione della situazione macroeconomica in Cina e in Europa.
È vero che il livello del debito corporate è aumentato negli ultimi anni, soprattutto per le società investment grade. Molti di questi emittenti hanno approfittato per emettere debito con cedole molto basse. Il debito corporate high yield invece è rimasto sostanzialmente stabile in Europa e negli Stati Uniti.

Il rischio di default a breve termine sulle società High Yield è attualmente basso a causa della mancanza di rischi di rifinanziamento e dell’economia globale in salute.
Il rischio principale per il mercato creditizio nel medio termine si trova nel segmento BBB e nel suo potenziale downgrade a high yield. Tale rischio può concretizzarsi in caso di un significativo deterioramento della situazione macroeconomica che avrebbe un impatto negativo sui risultati di tali aziende.

L’altro rischio principale riguarda il mercato dei “leveraged loans” (prestiti bancari cartolarizzati e a leva) che ha subìto un significativo deterioramento nella qualità degli emittenti nell’ultimo anno, specialmente negli Stati Uniti, dove la percentuale di società con rating B è raddoppiata al 50%”.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.