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Soft Brexit e mercati in prospettiva

Soft Brexit e mercati in prospettiva

“Uno scenario più morbido supporta le nostre previsioni di un rialzo dei tassi più veloce da parte della BoE”, commenta Darren Williams, director of Global Economic Research di AllianceBernstein

 

Brexit

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Il primo ministro britannico, Theresa May, ha ricevuto quello che a tutti gli effetti sembra un appoggio unanime a un progetto Brexit meno aggressivo di quanto promesso. La proposta da presentare a Bruxelles prevede, infatti, che il Regno Unito partecipi al mercato unico europeo, rimanendo quindi, de facto, parte della lega commerciale dell’Unione. Tali condizioni, a nostro parere, lasciano però spazio a due problemi basilari.

In primo luogo non è chiaro quale potrà essere la risposta europea. A seconda della prospettiva, il piano approvato dal governo britannico può essere interpretato come un benvenuto segno di flessibilità o come l’ennesimo tentativo da parte di Londra di scegliere arbitrariamente di abbracciare solo gli aspetti positivi della membership comunitaria. Finora le aperture di Downing Street sono sempre state inserite in quest’ultima categoria e rimandate al mittente e la probabilità che la storia si ripeta è elevata, anche se stavolta la retorica sembra essere un po’ più costruttiva.

In secondo luogo, questo schema è probabile venga visto come un tradimento totale del voto da parte di molti membri del partito conservatore. Il rischio di una ribellione alla leadership del primo ministro, e dell’indizione di elezioni anticipate, è quindi aumentato. I primi segnali di palese dissenso si sono già manifestati con le importanti dimissioni di segretario e vice-ministro per la Brexit, rispettivamente David Davis e Steve Baker, e di Boris Johnson, ormai ex-ministro degli esteri britannico.

Gli aggiornamenti che arrivano dalle isole britanniche sono contrastanti. La buona notizia è che la probabilità di un approccio soft alla Brexit sta continuando a salire e ora è ben oltre il 50%. Il rovescio della medaglia, tuttavia, è il pericolo che grava sulla stabilità politica del paese. Questa condizione complica il giudizio sul debito sovrano e sulla valuta britannica.

Un’uscita soft, infatti, supporta le nostre previsioni di un rialzo dei tassi più veloce da parte della Bank of England rispetto a quanto atteso dai mercati e questo è negativo per i gilt, ma positivo per la sterlina. Da contro, questo scenario potrebbe svilupparsi all’interno di un contesto politico guidato dai laburisti di Jeremy Corbyn, cosa che rende l’andamento della valuta britannica ambiguo. Di sicuro nel breve termine dovremmo vedere un rafforzamento di quest’ultima supportato dall’aumento delle probabilità di un rialzo dei tassi ad agosto.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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