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Sotto i colpi della Fed

Sotto i colpi della Fed

L’incremento dei tassi voluto dalla Fed e ferocemente contestato da Trump ha prodotto danni di un certo rilievo ai corsi dei bond e alle azioni. Uno degli effetti indesiderati è stato l’appiattimento della curva. In realtà i fenomeni che si sono manifestati non sono stati così rilevanti, almeno in rapporto al passato, e la maggioranza degli investitori vede il grosso del riaggiustamento nel fixed income statunitense come già avvenuto. Certo gli spazi sono pochi: l’impressione è che un’ulteriore spallata in termini di maggiore instabilità rischi di fare finire fuori controllo la volatilità obbligazionaria e con essa quella del resto dei mercati. E non è che in Europa, negli emerging market e per i corporate bond gli scenari siano molto migliori

«La Fed sta dando i numeri» Donald John Trump, presidente degli Stati Uniti

Valeva la pena iniziare con una citazione, alquanto discutibile per il linguaggio poco presidenziale e lo scontro istituzionale che rischia di generare, dell’uomo più potente e controverso della Terra. Qualunque posizione si prenda sull’argomento, non si può comunque sfuggire da una semplice constatazione: il rientro a una maggiore normalità in termini di politiche monetarie globali, movimento guidato dall’azione della Banca centrale Usa, sta provocando diversi dolori sui mercati mondiali, a partire da un obbligazionario le cui prospettive sono più incerte che mai.

Solo in futuro si potrà stabilire con certezza se ciò che sta accadendo adesso rappresenti un male di modesta entità necessario per avere a disposizione maggiori strumenti monetari per combattere la prossima recessione, quando avverrà, e per porre un freno a eccessi che in alcune asset class avevano portato lo scenario ai limiti della bolla, oppure se l’autorità monetaria sta sbagliando in maniera pesantissima, rischiando di causare una seria crisi delle piazze finanziarie globali… continua a leggere

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Boris Secciani

Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.

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