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Treasury, sempre più competitivi

Treasury, sempre più competitivi

Il rendimento dei Treasury comincia a competere con il dividend yield offerto dalle azioni quotate a Wall Street

Il mercato obbligazionario statunitense ha fatto ballare i mercati azionari internazionali e non solo. Proprio quando gli investitori si erano abituati a convivere con un rendimento del Treasury bond decennale superiore al 3%, si ritrovano a dover fare i conti con nuovi massimi non sperimentati da almeno sette anni. Nelle giornate del 3 e 4 ottobre il rendimento del Treasury decennale è salito di 14 punti base.

Come accaduto a febbraio, il rialzo dei tassi sul mercato secondario dei titoli di stato a stelle e strisce ha innescato un’ondata di vendite. Alle cadute registrate da Wall Street da inizio mese, si sommano i flussi in uscita dai fondi ed Etf focalizzati sui bond ad alto rendimento (High Yield). Tra il 4 e il 9 ottobre gli investitori hanno fatto defluire 5,4 mld di usd da questi prodotti.

Secondo i dati raccolti ed elaborati da Bloomberg si tratta del più elevato flusso in uscita da febbraio (quando in sole quattro sedute defluirono ben 6,3 mld di usd). Gli investitori si sono fatti guidare dalla paura nonostante il rendimento medio di questi bond continui a rimanere al di sotto della media storica e i casi d’insolvenza stimati sono previsti in calo nei prossimi dodici mesi rispetto all’ultimo anno.

I deflussi non si sono limitati ai veicoli specializzati negli High Yield bond. Le fuoriuscite hanno coinvolto i fondi che investono in titoli tecnologici con richieste di rimborso che hanno superato i 4 mld. La fuga ha coinvolto anche le emissioni di corporate bond investment grade che, stando ai dati diffusi da Bank of America Merrill Lynch, ha raggiunto i 7,5 mld di usd.

Nel frattempo, il rendimento dei Treasury Bond decennali (3,15%), quinquennali (3%) e biennali (2,85%) ha raggiunto livelli considerati in grado di competere con quelli offerti dai dividend yield dell’indice Dow Jones (2,3%) o dello Standard and Poor’s 500 (2,4%). Storicamente esiste una correlazione positiva tra Wall Street e il debito governativo Usa fino a quando il rendimento offerto dal decennale Usa si è mantenuto sotto il 4%.

Tuttavia, in una fase come quella attuale, caratterizzata da un trend rialzista dell’equity statunitense che dura da nove anni, molti esperti non scartano l’ipotesi che la rotazione dei portafogli verso i government bond offerti dal Tesoro Usa parta in anticipo. Lo scorso maggio, il team di Goldman Scahs aveva indicato al 3,5% il rendimento dei Treasury decennali capace di alimentare un’accelerazione dei deflussi dall’azionario.

Gli occhi di tutti sono puntati sulle elezioni di mid-term fissate a novembre. Se i repubblicani riusciranno a mantenere il controllo della Camera e del Senato è molto probabile che assisteremo all’introduzione di nuovi tagli alle imposte. A quel punto si aprirebbe un’altra fase della lotta tra seet azionari e obbligazionari.

Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

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