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Inchiesta

Turchia e Argentina, meglio starne lontani

Turchia e Argentina, meglio starne lontani

Xavier Hovasse, fund manager Emerging Equities di Carmignac interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav su mercati emergenti e prospettive

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"Preferiamo posizionarci su Paesi con fondamentali solidi, come la Cina", commenta Hovasse

“Preferiamo posizionarci su Paesi con fondamentali solidi, come la Cina”, commenta Hovasse

La crisi turca sembra aver reso più disomogeneo il quadro d’insieme dei mercati emergenti. A vostro giudizio, quali sono i Paesi emergenti che conservano buone potenzialità in base alla solidità dei fondamentali?

Considerando l’attuale scenario di mercato, caratterizzato dalla riduzione della liquidità in dollari, preferiamo posizionarci su Paesi con fondamentali solidi, che ci permettano di trarre forza dalla loro economia domestica, più resiliente agli shock esterni.

A questo proposito, preferiamo la Cina. L’economia domestica cinese ha registrato un lieve rallentamento, ma continuiamo a percepire il supporto del governo, che ha attuato un’iniezione di liquidità tagliando le riserve bancarie obbligatorie di 50 punti base. Pechino ha una ‘potenza di fuoco’ ancora più che sufficiente a sostenere l’attività e la fiducia domestiche, indipendentemente dalle influenze esterne a cui stiamo assistendo. Questo è il motivo per cui abbiamo ancora fiducia nei nostri investimenti in Cina e riteniamo che l’economia protezionista del Paese resisterà agli stress esterni, grazie a un governo flessibile quanto basta per stimolare la crescita quando richiesto. L’India, nonostante il nostro atteggiamento sia sempre più prudente nei confronti del Paese, visto l’incremento dei prezzi petrolio e il rischio di rialzo dell’inflazione, riteniamo che sia ancora estremamente domestica e che probabilmente rimarrà piuttosto resiliente non solo all’attuale guerra commerciale globale ma anche a qualsiasi crisi che potrebbe affliggere altri mercati emergenti. Inoltre, l’India resta un Paese dal grande potenziale, che può essere riassunto in un concetto semplice: sotto penetrazione. I livelli di penetrazione dell’India sono di gran lunga inferiori a Paesi analoghi a livello globale, il che implica che il potenziale di crescita secolare indiano è affermato. Questo elemento rappresenta il fulcro dell’attrattiva a lungo termine dell’India e di come gli investitori dovrebbero pensare quando investono nel Paese.

Ritenete che in qualcuno dei Paesi emergenti più in difficoltà (Turchia, Argentina etc) ci siano delle opportunità d’investimento derivanti da un’eccessiva penalizzazione delle quotazioni azionarie?

L’azionario turco e argentino hanno perso molto del proprio valore e, di conseguenza, attualmente le valutazioni di queste due asset class potrebbero essere molto interessanti. Tuttavia, il valore da solo non è un valido stimolo agli investimenti. Perché gli investimenti verso questi Paesi si intensifichino, è necessario un miglioramento dei dati economici, fattore che non si è ancora realizzato. Infine, in uno scenario caratterizzato da un deflusso della liquidità in dollari, preferiamo stare lontani da Paesi che hanno molto debito in dollari statunitensi (come nel caso di Turchia e Argentina) e che quindi sono e continueranno a essere molto vulnerabili a fattori esterni.

 

 

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Precedentemente ho lavorato presso Lob Media Relations occupandomi di ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. Esperienza decennale nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming AM a Milano e a Lussemburgo. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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