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Turchia, la reazione dei mercati a Erdogan

Turchia, la reazione dei mercati a Erdogan

“Crescono le preoccupazioni per uno scenario di rischio di coda che riteniamo sia sopravvalutato”, sostiene Aneeka Gupta, associate director, WisdomTree Europe

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Il tanto atteso discorso del presidente Erdogan sul nuovo modello economico della Turchia ha finito per causare più danni sui mercati finanziari che suscitare sostegno. L’intervento del presidente Erdogan è stato privo di qualsiasi forma di compromesso con i mercati internazionali e ha suscitato un sentimento di sfida e di nazionalismo, poiché era determinato a non cedere alle lobby dei tassi d’interesse. Erdogan credeva che la crisi potesse essere affrontata con azioni locali e sacrifici da parte dei cittadini per scambiare il loro oro e le loro riserve di valuta estera con la lira turca. Non sono state annunciate nuove iniziative politiche. I mercati si aspettavano un aumento minimo del tasso di 300 punti base, ma il ministro del Tesoro e delle Finanze Berat Albayrak non è stato all’altezza delle aspettative del mercato. 

A causa dell’elevata esposizione relativa di Bbva, UniCredit e Bnp Paribas nei confronti delle banche turche, la performance dei prezzi ha registrato oggi cali compresi tra il 3% e il 4%. I mercati temono il numero di prestiti in essere in Europa nel settore delle imprese turche e l’incapacità di queste di ripagarli, con il rischio di affrontare una crisi della bilancia dei pagamenti. Anche se siamo ben lontani da una simile strozzatura, la reazione del mercato mostra una crescente preoccupazione per uno scenario di rischio di coda che riteniamo sia sopravvalutato.

Il raddoppio dei dazi sull’acciaio e sull’alluminio da parte del presidente degli Stati Uniti Trump ha ulteriormente aggravato il calo della lira, che è scesa a -12,40%. Anche se la Turchia non è un grande esportatore di acciaio e di alluminio, l’annuncio di tariffe da parte degli Stati Uniti sottolinea che i colloqui tra i due alleati della Nato di ieri non hanno avuto successo.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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