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Ubp: “Overweight su Argentina”

Ubp: “Overweight su Argentina”

Koon Chow, Em macro and FX strategist di Union Bancaire Privée (Ubp), risponde alle domande di Fondi&Sicav sui government bond emergenti

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CHOW Koon, Ubp

Koon Chow, Ubp

Dopo un 2018 negativo, condizionato dalla forza del dollaro Usa e dalle strette della Fed, i government bond emergenti hanno recuperato parte del terreno perso. Ritenete che si tratti di un rimbalzo di breve termine o che si possa guardare all’asset class con fiducia?
 
Il debito dei mercati emergenti ha iniziato il 2019 su basi solide, con l’indice sovrano eurobond in crescita del 3,7% e l’indice delle valute locali del 2,9%. Riteniamo che i rendimenti possano essere estesi in quanto le valutazioni degli emergenti sono ancora interessanti: il livello di rendimento dell’indice sovrano eurobond è del 6,3% contro una media quinquennale del 5,7%, mentre l’indice delle value locali è sostenuto da valute emergenti a basso costo che sono circa il 10% al di sotto della media quinquennale. Il rendimento dell’indice delle valute locale è pari al 6,4%, il che è piuttosto normale per le obbligazioni locali. Consideriamo i seguenti fondamentali come ulteriore fattore di supporto al debito emergente: 1) È probabile che l’emissione netta di eurobond sovrani emergenti sia limitata in quanto molti di questi governi hanno cercato di ridurre i loro disavanzi e di spostare i loro finanziamenti a livello interno. Secondo una ricerca di JP Morgan, le emissioni sovrane nette dovrebbero ammontare a 12 miliardi di dollari nel 2019 rispetto ai 54 miliardi di dollari del 2018. 2) Il divario di crescita del Pil tra gli emergenti e gli sviluppati è destinato ad aumentare (il Fmi prevede che il divario salirà a 2,6 punti percentuali dal 2,3 del 2018), ciò storicamente tende ad attrarre flussi di capitali verso i mercati emergenti. 3) I rischi di ricaduta per queste economie derivanti dalle tensioni commerciali Cina/Usa e dall’inasprimento monetario della Fed sono diminuiti sulla scia dei nuovi colloqui commerciali tra le due potenze e i commenti dei funzionari della Fed che hanno espresso “pazienza” in merito all’inasprimento monetario.

Quali em government bond – per Paese, duration e valuta- state sovrappesando nel vostro portafoglio?

Il nostro portafoglio obbligazionario governativo emergente esprime questa view positiva privilegiando le obbligazioni con rendimento superiore alla media, in casi, cioè, in cui o un giudizio positivo sui fondamentali non è ancora prezzato o dove troppe cattive notizie (rispetto a quanto è probabile che si verifichi) hanno fatto scendere i prezzi. La nostra posizione overweight preferita è l’Argentina, dove un’inversione di tendenza nei saldi fiscali e delle partite correnti pone il Paese su basi positive. L’Argentina è in recessione al momento, ma una volta che le riforme saranno terminate, la crescita potrebbe tornare e anche la popolarità del presidente potrebbe riprendersi. I livelli di rendimento degli eurobond, in particolare delle province argentine ben gestite, sono, a nostro avviso, elevati e interessanti. Sovrappesiamo anche gli eurobond della Costa d’Avorio, dove il pessimismo degli investitori del 2018 ha trascinato i prezzi verso il basso, anche se l’emittente ha condotto una politica economica ragionevole. Inoltre, sovrappesiamo gli eurobond zambiani, dove le valutazioni sono estremamente convincenti nonostante la difficile situazione economica. I prezzi delle obbligazioni sono già in forte tensione e attribuiscono una probabilità troppo bassa che l’emittente possa inasprire la politica fiscale o addirittura rivolgersi al Fmi per ricevere assistenza. A livello di valute locali, siamo overweight sul peso colombiano, la rupia dell’Indonesia e il real brasiliano. Ognuno di essi ha meriti specifici; il peso ci fa capire che i prezzi del petrolio hanno toccato il fondo a seguito della decisione dell’Opec del novembre 2018 di tagliare la produzione; la rupia dovrebbe fare bene grazie al forte sostegno politico (per ridurre il deficit delle partite correnti, aumentare i tassi di interesse e offrire maggiori strumenti di copertura dei cambi agli investitori stranieri); il real sarà probabilmente sostenuto da maggiori afflussi di investimenti diretti esteri man mano che il nuovo governo procederà con le privatizzazioni.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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