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Un moderato ottimismo sugli Em

Un moderato ottimismo sugli Em

Il rafforzamento dell’usd dovrebbe affievolirsi e lasciare spazio a un recupero degli Em. Tim Love, responsabile strategie azionarie paesi emergenti di Gam Investments

Secondo il team di Gam, la solidità del dollaro è destinata ad affievolirsi e presto la prospettiva/realtà di un rendimento annuo sui Treasury USA decennali superiore al 3,25% verrà pienamente scontata. La resilienza dei crediti dei mercati emergenti viene messa alla prova e un così drastico taper tantrum nel 1994, 1998 o 2004 avrebbe determinato un crollo del 50% per le azioni di questi paesi. Al confronto, infatti, quello attuale è un consolidamento lieve, a riprova del fatto che otto delle dieci principali economie emergenti sono ora classificate nella categoria “investment grade” (rispetto ai due e quattro paesi nel 1998 e 2004).

Il rating “investment grade” è un fattore determinante anche per la composizione dell’indice azionario MSCI EM, costituito per il 60% dai titoli di Cina, Corea, Taiwan e Stati del Golfo core, tutti inclusi in questa categoria grazie alle ottime riserve interne, ai cospicui afflussi di investimenti esteri diretti (FDI) e ai bilanci esteri sani. A livello settoriale, la ponderazione dell’indice nei segmenti minerario-metallurgico e dell’energia è inferiore al 15%, il che lo rende meno sensibile al dollaro rispetto al passato. Anche i crediti in possesso di privati e governi sono sostanzialmente maggiori rispetto a 10 anni fa.

Come sempre, esistono paesi più vulnerabili alle inversioni dei flussi nel debito dei mercati emergenti denominato in dollari, il cui rischio di passività è aumentato troppo rapidamente dopo la morsa della crisi finanziaria globale. È proprio questa vulnerabilità che ha diversificato i carry trade solidi da quelli più deboli nel recente sell-off.

Ciononostante, con determinate banche turche che offrono un rendimento del 5% e scambiano a un rapporto prezzo/utili molto moderato di solo 2,5x, si può affermare che “ogni cosa ha il suo prezzo”. Anche se le azioni sono turche e la lira presenta un certo rischio monetario, si tratta comunque di valutazioni “distressed”.

Pertanto, in generale, il team nutre un certo ottimismo riguardo alle azioni dei mercati emergenti nei prossimi 6-9 mesi e intendiamo sfruttare i taper tantrum dell’estate per aumentare gli investimenti in valute e titoli ciclici “bombardati” di qualità migliore. Il money manager ritiene infatti che le azioni dei mercati emergenti offrano ancora un ottimo potenziale di crescita per il 2018, con gli utili per azione (EPS) destinati ad aumentare verosimilmente del 18%, accompagnati da un notevole re-rating del rapporto prezzo/utili dagli attuali livelli depressi. Un ulteriore sostegno dovrebbe provenire anche dai flussi di cassa positivi, da un rendimento da dividendi in aumento e dalle ottime valutazioni “price-to-book”, soprattutto rispetto alle azioni statunitensi.

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