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Un possibile rimbalzo dell’Europa

Un possibile rimbalzo dell’Europa

Luc Tobagi, investment strategist di Invesco, si è focalizzato sull’Europa, nell’outlook presentato a inizio dicembre. Innanzitutto, partendo dall’Italia, il manager sottolinea, a proposito del Btp che «gran parte dell’allargamento del premio al rischio del nostro decennale dal 24 aprile a oggi è dovuto a problemi specifici del paese: in particolare l’82% è dovuto all’innalzamento dei rendimenti del nostro decennale, mentre solo il 18% è stato generato da fenomeni di flight to quality che hanno portato a un abbassamento dei rendimenti del Bund. Questo è molto importante, in quanto per il momento non paiono esserci fenomeni di contagio su scala continentale».

Va detto che ciò aiuta a rafforzare non poco la tesi secondo cui l’anno prossimo, almeno in presenza di un’economia decente, si potrebbe vedere un rimbalzo delle quotazioni azionarie. Tobagi mostra che negli ultimi 31 anni in 21 casi l’EuroStoxx ha messo a segno performance positive. È  interessante notare che 11 di questi 21 casi si sono registrati in condizioni economiche sfavorevoli. Nello specifico il rendimento medio messo a segno nel trentennio 1987-2017 è stato pari al 6,98%, mentre, se ci limitiamo alle annate positive, si avuto + 19,06%. È  interessante poi notare che nei 12 mesi successivi a un calo annuale del 5% si è registrato +16,23%.

Ciò ci dice che, a seguito di forti correzioni (infatti la media delle perdite superiori al 5% è stata superiore al 18%) di solito vi è una reazione da parte degli investitori che porta a performance simili a quelle del sottoinsieme degli anni positivi, anche se magari il ciclo ancora non è particolarmente favorevole. Un caso esemplare di questo andamento è stato il 2009.

Certo va considerato che il 2018, come sottolinea Tobagi, è stato un anno di anomalie statistiche come non si vedevano da decenni. Questa annata, peraltro, ha fatto seguito a un altro outlier, in tal caso positivo, nel 2017: in quel periodo è andato tutto bene, mentre quest’anno tutto male. Il 2019 dipenderà in maniera fondamentale da quale scenario economico si presenterà agli investitori, sperando che l’Italia non diventi un problema maggiore di quello che già è.

Boris Secciani

Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.

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