Una bussola per il bond market

Una bussola per il bond market. L’inflazione è ancora il fattore più importante nelle decisioni delle Banche Centrali sulla politica monetaria futura. JP Morgan Am

I rendimenti dei Treasury decennali sono scesi di 12 punti base rispetto al picco del 2,6% segnato il 17 aprile, in parte per effetto della riacutizzazione dei timori sulle relazioni commerciali sino-statunitensi. Il mercato sconta attualmente, con un consensus pressochè pieno, un taglio sui Fed Fund entro la fine del 2019. Anche se riteniamo che la prossima mossa della Fed sarà un taglio piuttosto che un rialzo, non ci aspettiamo un intervento a breve termine alla luce degli ultimi commenti dei suoi esponenti e dell’assenza di catalizzatori, a parte la bassa inflazione.

Fattori tecnici
Le indagini sul posizionamento degli investitori indicano che molti sono passati da una duration corta sui tassi statunitensi nel quarto trimestre 2018 a posizioni di duration più lunghe. Il passaggio alla duration lunga ha però interessato per lo più la parte breve della curva sulle scandenze più lunghe, mentre il posizionamento sulle scadenze trentennali si mantiene corto: il mercato quindi continua comprare le scadenze corte (bull steepening). I dati sugli investimenti nei fondi confermano le rilevazioni delle indagini, infatti le strategie sui titoli di elevata qualità e duration lunga, come ad esempio i fondi US Aggregate, hanno registrato afflussi per 3,6 miliardi di Dollari nella settimana al 6 maggio, per un totale di 56 miliardi di Dollari da inizio anno (dati aggiornati al 6 maggio). Sarà interessante osservare se il posizionamento di consenso riuscirà a impedire il materializzarsi di un ribasso dei tassi.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?
L’inflazione è ancora il fattore più importante nelle decisioni delle Banche Centrali sulla politica monetaria futura. Ad ogni modo, è ormai chiaro che un’inflazione moderata non è di per sé sufficiente a indurre le Banche Centrali a tagliare i tassi. Per questo motivo, la combinazione di inflazione moderata, solida crescita e un mercato del lavoro sempre vivace dovrebbe tenere i tassi d’interesse ancorati sui livelli attuali, creando un contesto favorevole al carry. Eventuali rialzi degli spread potrebbero rappresentare una buona opportunità d’acquisto