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Unione doganale per uscire dal labirinto Brexit

Unione doganale per uscire dal labirinto Brexit

Unione doganale per uscire dal labirinto Brexit. Theresa May annuncia un accordo basato sullo sviluppo di un’unione doganale e provoca un terremoto nel Governo. Sterlina in netto calo sul dollaro

Il Governo di Londra ha approvato a maggioranza l’accordo –un documento di ben 585 pagine- per la Brexit nel corso di un Consiglio dei Ministri durato più di cinque ore. Nove del ventinove ministri facenti parte del Governo hanno manifestato la loro contrarietà all’accordo.

Il Regno Unito manterrà un’unione doganale con l’Ue e sulla base di questo accordo svilupperà le sue future relazioni commerciali. L’Irlanda del Nord resterà parte del mercato comune di beni e persone e continuerà ad adottare le stesse norme dell’Ue sotto la supervisione del Tribunale di Giustizia Europeo.

La scelta fatta punta a evitare la divisione politica tra i paesi facenti parte del Regno Unito. L’Inghilterra procederà lungo la strada segnata dallo sviluppo di relazioni commerciali basate su accordi doganali e gli altri paesi delle isole britanniche continueranno a rispettare la legge europea fino alla determinazione di un accordo alternativo. Un Nuovo patto dovrebbe essere firmato entro il 2020, quando finirà il periodo di transizione individuato per continuare a fare riferimento alle leggi europee.

Theresa May ha spiegato che le decisioni sono state difficili da assumere ma che l’accordo rappresenta la migliore soluzione possibile. La palla passa ora al Parlamento britannico. La situazione è complessa e, per ora, l’annuncio della May sembra aver prodotto un’ondata di sfiducia nei suoi confronti da parti arroccate su posizioni opposte sui temi della Brexit. Un crescente numero di deputati conservatori e unionisti nord-irlandesi ha minacciato di appoggiare una mozione di sfiducia al Primo Ministro May con l’obiettivo di far cadere il Governo in carica prima che si arrivi a votare l’accordo in Parlamento. Appena informato sui contenuti dell’accordo proposto dal Governo, Jacob Rees-Mogg, leader del gruppo euroscettico dei ‘toris’ ha annunciato che non appoggerà più la May (e ha chiesto di comportarsi allo stesso modo agli 80 deputati che compongono il suo gruppo).

I primi scricchiolii per il Governo a guida May sono arrivati stamane con una serie di dimissioni a catena. Dominic Raab, ministro per la Brexit, ha annunciato le sue dimissioni perché ritiene che i contenuti dell’accordo pongano in discussione l’integrità del Regno Unito. Le dimissioni sono pervenute alla May anche da Shailesh Vara, segretario di Stato britannico per l’Irlanda del Nord e da Esther Mcvey, ministro del Lavoro. La sterlina ha reagito male alle dinamiche politiche britanniche e perde l’1,5% versus dollaro, la peggiore variazione giornaliera dal 2017.

Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

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