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Wall Street chiude in negativo

Wall Street chiude in negativo

Piazza Affari negativa in avvio con il Ftse Mib che segna -0,22%. Wall Street chiude in negativo su timori Apple e rassicurazioni asse Usa-Cina. In arrivo oggi i Pmi servizi di Gran Bretagna e Usa

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

La Borsa di Milano apre in ribasso, con il Ftse Mib che cade a -0,22%. Continua la risalita del comparto automotive, con FCA in rialzo dello
0,71%. Male il bancario, nonostante le buone notizie dagli stress test di venerdì.

Promosse come previsto tutte e quattro le banche italiane sottoposte agli stress test Eba. Commentando i risultati a livello europeo, la Bce parla di un sistema più resiliente rispetto al 2016, con una media Cet1 nello scenario avverso migliorata a 9,9% da 8,8%.

Ascopiave (EUR 2,98): punta a disimpegnarsi dalla vendita diretta di energia elettrica e gas dirigendosi verso la distribuzione gas. La
riorganizzazione potrebbe incrementare il mol annuo da EUR 15 a 20 mln, aumentando al contempo i margini legati ad attività regolate dal 50% all’80%. Nell’ambito di questa strategia Ascopiave sta studiando, tra le varie opzioni, anche un’alleanza con Italgas, che prevederebbe uno schema a partecipazioni incrociate;

Eni (EUR 15,36): gli ultimi sette pozzi del giacimento libico offshore Bahr Essalam dovrebbero diventare operativi entro la fine dell’anno, secondo quanto comunicato dalla Libyan National Oil Corporation (NOC). Il giacimento è operato da una JV tra NOC ed Eni;

FCA (EUR 14,17): nuovo ribasso delle immatricolazioni di auto in Italia, con il gruppo torinese che soffre più del mercato, mentre gli esperti di settore attribuiscono il rallentamento ancora al passaggio ai nuovi criteri di omologazione;

Leonardo (EUR 9,63): il governo ha dato il via libera alla cessione al gruppo della quota ancora non detenuta in Vitrociset, società specializzata nella manutenzione di apparati per la difesa, le attività spaziali e le infrastrutture sensibili.

Wall Street chiude la settimana altalenante, con sviluppi che tendono a trainare gli indici verso dinamiche opposte. Il Dow Jones ha perso lo 0,43%, l’S&P 500 lo 0,63%, mentre l’indice tecnologico Nasdaq 100 fa ancora peggio, chiudendo con un ribasso dell’1,47%. Da un lato a zavorrare l’azionario sono ancora i timori sul settore tecnologico e in particolare su Apple (-6,63%), che sebbene abbia sfornato una trimestrale da record, ha innervosito gli investitori annunciando che non comunicherà più i dettagli sulle vendite dei singoli dispositivi. Dall’altro lato, il mercato si è rassicurato per le dichiarazioni del presidente Trump, che ha riacceso le speranze di una soluzione negoziale sulla disputa commerciale con la Cina.

L’azionario dell’area Asia/Pacifico cede terreno sulla prospettiva che la Fed acceleri il ritmo di rialzo dei tassi e sui timori legati alle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Gli analisti prevedono infatti che le tensioni fra le due potenze peggioreranno, prima di migliorare: gli Usa hanno registrato infatti solidi dati sui posti di lavoro ad ottobre, con una crescita annua attestatasi sul livello più alto da nove anni e mezzo, che ha alimentato le aspettative su un aumento dei tassi a dicembre e quindi su una massiccia vendita di obbligazioni e azioni nei mercati emergenti, dettata anche da una probabile ripresa del dollaro statunitense. Tokyo perde l’1,55%, mentre le Borse cinesi sono negative con gli operatori che aspettano di conoscere l’esito delle elezioni di metà mandato in America: Hong Kong cede oltre il 2% e Shangai lo 0,6%.

Giappone: il governatore di BoJ, Haruhiko Kuroda, ha escluso l’ipotesi di un aumento dei tassi nel breve termine, sostenendo che potrebbe causare il deragliamento della ripresa economica in atto.

Cambi: Eur/Usd a 1,1395. Il dollaro resta forte rispetto alle principali valute, sostenuto dall’attesa di ulteriori rialzi dei tassi Usa, riportandosi sotto quota 1,14.

Commodities: greggio a USD 62,83 al barile. Prezzi in calo durante l’apertura dei mercati asiatici, ancora zavorrati dall’attenuazione delle
sanzioni Usa all’Iran, che entrano in vigore quest’oggi.

Obbligazionario: futures bund dicembre in calo in apertura a 159,60 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 288, con il rendimento del nostro decennale al 3,27%.

Macroeconomia: ad ottobre in Giappone l’indice Pmi relativo al settore dei servizi è salito a 52,4 da 50,2 di settembre; in quel mese, aveva fatto segnare il peggior risultato degli ultimi due anni, influenzato da condizioni atmosferiche particolarmente sfavorevoli. Il dato di ottobre rappresenta il massimo da cinque anni e mezzo. La lettura finale del Pmi cinese sul terziario di ottobre evidenzia, al contrario, uno scivolone a 50,8 da 53,1 di settembre, minimo da tredici mesi. In giornata, attesi i dati del Pmi dei servizi di Gran Bretagna, dove ci si aspetta un calo del dato, e Stati Uniti, dove invece l’indice dovrebbe assestarsi sui livelli di settembre.

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