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Wall Street chiude in picchiata

Wall Street chiude in picchiata

Piazza Affari debole in avvio con il Ftse Mib che perde l’1,15%. Wall Street chiude in picchiata. In Italia atteso nella giornata odierna l’indice Pmi servizi

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari in deciso ribasso in avvio, con il Ftse Mib che cede l’1,15%. Perdite oltre il 2% per Buzzi, Saipem e Prysmian. Male anche il settore bancario, con Bper Banca a -1,6%, Intesa Sanpaolo a -1,5% e Ubi Banca a – 1%. Campari unico titolo in rialzo (+1,6%).

Il premier Conte afferma che, nel caso ci fosse la possibilità, potrebbe rimodulare leggermente la manovra di bilancio, senza però indietreggiare dai suoi capisaldi. I quotidiani descrivono invece il ministro Tria come sempre più isolato in seno al governo. Intanto, la legge di bilancio dovrebbe giungere oggi in aula alla Camera.

ENEL (EUR 4,80): ha incaricato le banche di organizzare incontri in Europa con investitori per un aggiornamento sul proprio piano di finanziamento e di sviluppo del programma di emissioni di green bond;

Mediobanca (EUR 7,71): con la proroga del cosiddetto “Danish compromise”, che in sostanza riguarda la ponderazione di Generali ai fini
dei ratio di vigilanza, Mediobanca ha un beneficio che vale 100 pb di Cet1, scrivono i giornali, ricordando che oggi l’istituto rinnova il patto in formula light con l’impegno di poco meno del 20% del capitale;

TIM (EUR 0,57): il presidente del collegio sindacale ha chiesto al presidente della società di convocare l’assemblea per la nomina del
revisore.

Wall Street chiude in picchiata, per i dubbi legati alla tregua sui dazi tra Usa e Cina e più in generale per i timori legati alla crescita
dell’economia. Al termine della seduta di scambi, il Dow Jones ha perso il 3,10%, l’S&P 500 il 3,23% e il Nasdaq 100 il 3,78%. Il Dow Jones è stato affossato dal forte ribasso registrato a fine seduta da titoli come Caterpillar (-6,92%), JP Morgan (-4,39%) e Boeing (-4,76%). Intel Corporation ha lasciato sul terreno il 4,75% dopo che gli analisti di Northland Capital Markets hanno abbassato la raccomandazione sul titolo da Hold a Underperform. Positiva invece la società dei ricambi auto AutoZone Inc. che balza del 6,75% dopo aver riportato, nel primo trimestre
fiscale del 2019, utili e ricavi oltre le attese. Infine, continua il periodo negativo di Apple, che nella giornata di ieri ha incassato il downgrade di Hsbc da Buy a Hold, causando un tonfo a -4,40%.

L’azionario dell’area Asia/Pacifico cede terreno anche nella seduta odierna per il riacutizzarsi dei timori di una guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti che aumenta le preoccupazioni degli investitori per la crescita dell’economia. A spingere in ribasso l’indice anche il tonfo di Wall Street dopo il netto calo dei rendimenti dei bond Usa a lungo termine. Tokyo chiude in calo di circa mezzo punto ai minimi da una settimana e mezzo sulla scia negativa del mercato Usa. Male i titoli finanziari, e dei settori auto e dei macchinari sebbene la caccia all’affare da parte degli investitori abbia consentito di bilanciare parte delle perdite di inizio seduta. Male le piazze cinesi: Shanghai segna -0,54 e Hong Kong è la peggiore tra le piazze asiatiche lasciando sul terreno circa l’1,8%.

Cambi: Eur/Usd a 1,1327. Il dollaro recupera parte delle recenti perdite ma resta sotto pressione sulla scia dei timori per un rallentamento della crescita statunitense.

Commodities: greggio a USD 52,45 al barile. Prezzi in calo sulla scia di un incremento delle scorte e di una correzione dei listini azionari.

Obbligazionario: futures bund dicembre in calo in rialzo di 19 tick a 162,28 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 290 pb, con il rendimento del nostro decennale al 3,16%.

Macroeconomia: i servizi in Cina hanno mostrato un’accelerazione al ritmo più rapido in cinque mesi a novembre grazie a un incremento dei nuovi ordini. In particolare il mese scorso l’indice Pmi è salito a 53,8 da 50,8 di ottobre. La crescita del settore dei servizi in Giappone ha invece rallentato lievemente a novembre, ma resta vicino ai massimi di sei mesi: l’indice Pmi del comparto si è attestato a 52,3, in lieve calo da 52,4 di ottobre, massimo di sei mesi. La giornata macroeconomica europea sarà monopolizzata dagli indici Pmi servizi e composito, relativi al mese di novembre. In Italia ci si attende una conferma del rallentamento brusco dell’economia, con l’indice Pmi servizi che dovrebbe essere scivolato a 49,2. La zona euro dovrebbe vedere un Pmi servizi attestato a 53,1, un Pmi composito finale pari a 52,4.