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Wall Street chiude la seduta sui massimi di giornata

Wall Street chiude la seduta sui massimi di giornata

Piazza Affari bene in avvio con il Ftse Mib che guadagna cira l’1%. Wall Street chiude la seduta sui massimi di giornata mentre ancora l’America votava alle elezioni di metà mandato. Con le elezioni midterm Usa i Democratici riconquistano la Camera

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

La Borsa di Milano scatta dopo l’esito delle elezioni Usa, con il Ftse Mib che sale di olte l’1%. Rialzi consistenti per le banche, in primis Ubi (+3%), che cavalca i risultati di un’ottima trimestrale e Banco BPM (+1,97%), che stasera renderà noti i suoi conti. Bene anche Campari e CNH.

Mentre si avvicina la deadline del 13 novembre entro cui l’Italia dovrà inviare una nuova bozza della legge sul bilancio, Ue e Roma restano sulle proprie posizioni. Domani la Commissione renderà note le proprie stime di autunno sui diversi Paesi del blocco, Italia compresa. Tria ha ribadito che le discussioni con la Commissione proseguiranno, nonostante i punti di vista differenti sulle misure decise dal governo.

Banca Generali (EUR 18,27): ha archiviato il terzo trimestre con un +10,2% dell’utile netto a EUR 43,3 mln, leggermente meglio del consensus raccolto dalla società. In ottobre la raccolta netta è stata intorno ai 230 mln, ha aggiunto l’AD nel corso della conference call;

Enel (EUR 4,47): chiude i primi nove mesi con un un utile ordinario di EUR 2,88 mld, in crescita dai 2,583 mld dello stesso periodo del 2017.
Conferma i target per il margine lordo e il risultato netto, ma annuncia la revisione al rialzo della stima di indebitamento netto previsto a fine anno;

Eni (EUR 15,42): ha firmato con Lukoil un accordo per lo scambio di quote di partecipazione in tre licenze esplorative nelle acque poco profonde del Messico;

Intesa Sanpaolo (EUR 2,02): batte le attese nel terzo trimestre con una solida posizione patrimoniale che resiste all’impatto dell’allargamento
dello spread Btp/Bund e la conferma di un utile 2018 superiore ai 3,8 miliardi del 2017 e di un payout per l’esercizio in corso all’85%.

Wall Street chiude la seduta sui massimi di giornata mentre ancora l’America votava alle elezioni di metà mandato, considerate un referendum sulla prima metà del governo Trump. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,68%, l’S&P 500 è salito dello 0,63%, mentre il Nasdaq 100 dello 0,75%. A livello settoriale, hanno corso più di tutti i titoli delle materie prime (+1,3%) e quelli industriali (+1%). I tecnologici sono riusciti a rimbalzare (+0,3%) all’indomani di un ennesimo sell-off alimentato da Apple (+0,55%) e Amazon (+0,8%). La capitalizzazione del produttore dell’iPhone è rimasta per il secondo giorno di fila sotto i mille miliardi di dollari.

L’azionario dell’area Asia/Pacifico chiude la giornata in ordine sparso dopo che alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti i democratici hanno assunto il controllo del Congresso, ponendo le basi per limitare i margini di intervento del presidente Donald Trump. Tokyo ha perso lo 0,3% al termine di una seduta volatile. La società di telecomunicazioni NTT è balzata di quasi il 5% dopo l’annuncio di un buy back da JPY 150 mld. Negative anche le Borse cinesi: Hong Kong perde lo 0,2% e Shangai lo 0,6%.

Elezioni midterm Usa: i Democratici riconquistano il controllo della Camera, cavalcando l’onda del malcontento nei confronti di Donald Trump
e ottenendo così l’opportunità di ostacolare l’agenda del presidente. Nbc news dà infatti ai Dem 229 seggi alla Camera, che ne ottiene il controllo per la prima volta in otto anni. Il Senato rimane invece sotto il controllo dei Repubblicani. Da valutare ora l’impatto dell’esito delle elezioni sul percorso di stretta monetaria intrapreso dalla Fed.

Cambi: Eur/Usd a 1,1447. Dollaro altalenante nei confronti in una seduta volatile mentre i trader metabolizzano i risultati delle elezioni di midterm. La prospettiva di un Congresso diviso potrebbe colpire il dollaro temporaneamente ma la vittoria dei Democratici alla Camera è probabile che venga letta come una bocciatura per Trump.

Commodities: greggio a USD 61,89 al barile. Prezzi del greggio in netto calo, al di sotto della soglia di USD 62 al barile, sulla prospettiva di una produzione in aumento.

Obbligazionario: futures bund dicembre in rialzo di 12 tick in apertura a 159,82 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 295, con il rendimento del nostro decennale al 3,36%.

Macroeconomia: la produzione industriale tedesca a settembre ha mostrato un incremento di 0,2% contro attese per +0,1%. Il consiglio di
esperti economici del governo di Berlino ha tagliato la stima di crescita del Pil della Germania a 1,6% da 2,3% quest’anno, secondo quanto anticipano alcuni quotidiani. L’Istat comunicherà in giornata due indicatori che potrebbero rafforzare la sensazione che il motore dell’economia si è decisamente inceppato, ovvero il commercio al dettaglio di settembre e la nota mensile sull’andamento dell’economia ad ottobre. In Eurozona invece, verrà diffuso il dato sulle vendite al dettaglio di settembre.

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