Wall Street, peggior tonfo degli ultimi cinque mesi

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Apertura positiva per le borse europee. Inizio d’ottava all’insegna del sell-off per Wall Street. Attesi i dati sulla produzione industriale dell’Eurozona

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Apertura positiva per le borse europee, con Piazza Affari in rialzo di circa lo 0,50% nelle prime battute, in un mercato che resta volatile per la guerra commerciale in atto tra Usa e Cina. In rialzo i titoli bancari, Stm, FCA, Pirelli e Prysmian. In calo Campari e Poste. Attesi oggi tra gli altri i CdA sulle trimestrali di Italgas, Mediaset, Pirelli, Ferragamo, Snam, Acsm-Agam, Aeffe, Banca Finnat, Cairo , Erg, Esprinet, Rai Way, Reply, Saes Getters. In Europa invece in arrivo i numeri di Allianz, Merck, Thyssenkrupp e Vodafone.

Banca Carige: per l’AD di Intesa Sanpaolo Messina, Carige non può diventare la banca di Fitd, serve un partner strategico per il controllo dell’istituto, privato o anche pubblico, come in Germania, Gran Bretagna e altrove.

Iren (EUR 2,102): ha chiuso il primo trimestre 2019 con margini in crescita grazie alla diversificazione del modello di business, che consente al gruppo di fronteggiare la volatilità dello scenario energetico. I risultati ottenuti nel 1Q mostrano ricavi pari a EUR 1,278 mld (+19,9% rispetto al 1Q18), un risultato operativo di EUR 274 mln (+1,9%) e l’utile netto pari a EUR 100 mln (-3,2%). L’indebitamento finanziario netto si riduce di EUR 33 mln.

Prysmian (EUR 16,02): il primo trimestre si chiude con un utile netto pari a EUR 89 mln, più che triplicato rispetto ai EUR 28 mln dello stesso periodo del 2018. In crescita anche il fatturato che è aumentato del 47,5% a EUR 2,771 mld, mentre a parità di perimetro, ossia includendo il contributo di General Cable dall’1 gennaio 2018, l’incremento è pari all’1,3%. Per l’intero 2019 Prysmian prevede di realizzare un Ebitda adjusted compreso tra EUR 950 mln e EUR 1,02 mld, rispetto ai EUR 768 mln del 2018.

Inizio d’ottava all’insegna del sell-off per Wall Street. L’escalation dei toni bellicosi tra Washington e Pechino sul dossier commercio e l’annuncio di una rappresaglia cinese contro l’aumento dei dazi Usa fanno sprofondare la Borsa americana, che chiude la prima seduta della settimana con il peggior tonfo degli ultimi 5 mesi. A conclusione della giornata di contrattazioni il Nasdaq Composite ha fatto registrare un calo del 3,41%, Dow Jones -2,38% e S&P 500 -2,41%. Tra le Blue Chips, la ripresa della guerra dei dazi USA-Cina ha mandato al tappeto le azioni Apple (-5,81%). In calo anche Boeing che ha lasciato sul parterre il 4,86%, seguita da Cisco Systems (-3,86%) e Caterpillar (-4,58%). Il fornitore del servizio di trasporto automobilistico privato Uber Technologies perde ancora l’11% a USD 37,09 al Nyse, dopo aver debuttato venerdì scorso a USD 45 per azione.

Borse asiatiche ancora negative stamane e scontano la carrellata di minacce che arrivano dal fronte della guerra commerciale Usa-Cina, con la decisione cinese di imporre nuove tariffe doganali, anche se aiutano le dichiarazioni del presidente Trump secondo le quali i negoziati proseguono. L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha perso lo 0,59%, Shanghai – 0,25%, Hong Kong -1,70%, Sidney -1%.

Germania: l’inflazione si è attestata al 2% ad aprile, in aumento rispetto all’1,3% di marzo e in linea con le attese. Si tratta della lettura finale che conferma la stima preliminare. Su base mensile l’indice dei prezzi al consumo ha segnato un +1%.

Cambi: Eur/Usd a 1,1235: dopo aver perso terreno su yen, il dollaro si è rafforzato sulla valuta nipponica, mentre l’euro si apprezza leggermente contro la valuta Usa. Lo yuan cinese rimbalza dopo aver toccato i minimi 2019 sulle tensioni commerciali con gli Usa.

Commodities: petrolio Wti in lieve rialzo stamane a USD 61,20 al barile. Il greggio continua a risentire delle tensioni in Medio Oriente che alimentano timori sul fronte delle forniture. L’Arabia Saudita ha detto ieri che 2 sue petroliere sono state vittime di un sabotaggio al largo degli Emirati arabi, definendo l’attacco un tentativo di minare la sicurezza delle forniture mondiali in un quadro di crescenti tensioni tra Usa e Iran per le sanzioni imposte da Washington e per la presenza militare Usa nella regione.

Obbligazionario: il Bund future segna stamane un calo di 15 tick a quota 166,37 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a 278 pb, con il tasso del Btp decennale che rende il 2,72%. Prevista oggi l’asta di BTP a 3, 7 e 30 anni.

Macroeconomia: ricca l’agenda macro di oggi, con i dati sull’inflazione di aprile di Germania e Spagna, l’Indice di fiducia Zew in Germania, la disoccupazione nel Regno Unito, la produzione industriale aggregata di Eurozona, i prezzi import/export negli Stati Uniti.