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Wall street perde oltre il 3%

Wall street perde oltre il 3%

Piazza affari e Borse europee in calo in avvio. Wall Street chiude la seduta di ieri in forte calo, con il Nasdaq 100 è in testa ai ribassi (-4,44%). Crollano le criptovalute dove i sell off imponenti hanno cancellato nell’arco di qualche ora quasi 13 miliardi di Usd di valore di mercato

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in forte calo, con il Ftse Mib che cede l’1,5% circa, in linea con gli altri principali listini europei. Continua il sell-off sul lusso e automotive: Moncler segna -5%, Ferrari crolla del 6%. Prosegue in agosto la flessione delle sofferenze delle banche italiane, limitata però a quelle lorde sui minimi da gennaio 2013, mentre l’aggregato netto mostra una lieve risalita rispetto ai minimi pluriennali di luglio. Secondo i dati di Bankitalia, in agosto il totale delle sofferenze lorde ammonta a EUR 126,285 mld, minimo da gennaio 2013, dai 127,501
rivisti di luglio.

Atlantia (EUR 17,70): entro fine mese dovrebbe ottenere l’ok del governo spagnolo all’acquisto di Abertis e l’operazione verrà finalizzata nonostante i dubbi sollevati dal crollo del ponte Morandi il 14 agosto, dicono due fonti vicine alla situazione;

Carige (EUR 0,0049): si è tenuto un incontro con la Bce in cui si sono analizzate le prospettive future anche in vista della valutazione di possibili alleanze. Fitch ha tagliato il giudizio a CCC+ da B-. L’agenzia di rating spiega che ha deciso di rivedere il giudizio perchè il fallimento della banca è una “possibilità reale”.

Cerved (EUR 8,21): Il management uscente e quello rientrante hanno cercato di rassicurare il mercato dopo il fulmine a ciel sereno delle
dimissioni dell’AD Marco Nespolo, centrando parzialmente il bersaglio;

FCA (EUR 14,14): il sindacato chiede all’AD Mike Manley un incontro per chiarire le prospettive occupazionali degli stabilimenti italiani.

Wall Street ha chiuso la seduta di ieri in forte calo, con tutti e tre i principali indici in perdita di oltre il 3%: il Nasdaq 100 è in testa ai ribassi con un -4,44%, seguito a ruota dall’S&P 500 (-3,15%) e dal Dow Jones (-3,15%). Le cause sono da ricercarsi nell’aumento del rendimento dei Treasury, che hanno spinto gli investitori a fuggire dai settori ad alto rischio come quello tecnologico. Di riflesso, male tutte le FAANG: Facebook (-4,13%), Amazon (-6,15%), Apple (-4,63%), Netflix (-8,38%) e Alphabet (-4,63%). Il mercato sembra valutare non positivamente anche i rumors secondo i quali James Murdoch, AD di Fox, potrebbe essere il successore di Musk come presidente di Tesla: il titolo perde infatti il 2,25%, portando a USD 20 mld la perdita di capitalizzazione di mercato nell’ultimo mese.

Effetto Wall Street sull’azionario asiatico, con le Borse di Tokyo, Shanghai e Shenzhen che capitolano del 4% circa, dopo il forte tonfo che
ha colpito gli indici Usa. Panico in Cina, dove la borsa di Shanghai sta cedendo il 4,6%. L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo fa -3,89%, Hong Kong -3,74%, Seoul ha chiuso a -3,93%.

Bagno di sangue anche sul mercato delle criptovalute, dove i sell off imponenti hanno cancellato nell’arco di qualche ora quasi USD 13 mld di valore di mercato. Il Bitcoin è scivolato di quasi il 5% a USD 6.303, mentre l’XRP e l’Ethereum sono crollati di oltre -10%. In questo caso, le vendite sono scattate dopo gli avvertimenti lanciati dal Fmi sulla rapida crescita delle monete digitali e sulla minaccia potenziale che questa rappresenta per l’economia.

Cambi: Eur/Usd a 1,155. Dollaro sulla difensiva, appesantito dal calo dell’azionario e in particolare di Wall Street, nonostante il ruolo tradizione di divisa sicura del biglietto verde.

Commodities: Petrolio Wti a USD 72,13 al barile. I prezzi petroliferi estendono la flessione già vista nella seduta di ieri portandosi sui minimi da due settimane in scia al netto e generalizzato calo delle borse. Gli ultimi dati Api evidenziano un aumento superiore alle attese delle scorte settimanali di greggio Usa, mentre si allentano i timori legati all’uragano Michael, che ha raggiunto la Florida, senza però causare danni significativi alle infrastrutture petrolifere.

Obbligazionario: il Bund future di dicembre ha aperto in rialzo di 45 tick a 158,33 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 305 pts, con il
rendimento del nostro decennale al 3,51%. Per le aste Btp si va verso un rialzo dei rendimenti, così come per il Bot a 12 mesi, collocato ieri per i previsti 6 mld allo 0,949% (dal precedente 0,436%), massimo da metà ottobre 2013. L’offerta a medio lungo, fino a 6,5 mld, prevede il nuovo 3
anni ottobre 2021 cedola 2,30% e le riaperture dei benchmark a 7 e 15 anni e dell’off-the-run febbraio 2037.

Macroeconomia: In arrivo nel pomeriggio negli Stati Uniti i prezzi al consumo del mese di settembre, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e la scorta settimanale di prodotti petroliferi.

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