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WisdomTree: “Prevediamo una forte volatilità dei titoli azionari italiani”

WisdomTree: “Prevediamo una forte volatilità dei titoli azionari italiani”

La partecipazione di Christopher Gannatti, responsabile della ricerca in Europa, WisdomTree, all’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata all’azionario Italia

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Christopher Gannatti, WisdomTree

Christopher Gannatti, WisdomTree

La Borsa italiana è tornata sui livelli del primo trimestre 2015 dopo aver recuperato più del 25% rispetto ai minimi registrati a giugno 2016. Quali sono le vostre aspettative per l’anno in corso e nel medio termine (3-5 anni)? Quali variabili ritenete siano in grado di alimentare il rialzo del listino nel medio termine?

Il punto più basso degli ultimi anni per l’Indice Ftse Mib è stato toccato il 27 giugno 2016, quando venne raggiunto il livello di 15.104. Da quel punto in poi l’indice ha registrato un grande rally, culminato il 7 maggio 2018 quando l’indice ha raggiunto il livello di 24.544, un dato del 62,5% al di sopra del minimo. I livelli di chiusura del 4 marzo 2019 erano ancora superiori del 37% al minimo del 2016, ma anche significativamente al di sotto del massimo del 2018.

L’andamento del mercato nel 2018 è stato pesantemente influenzato dalle preoccupazioni politiche, che hanno assunto carattere centrale. Il punto più alto per l’azionario italiano si è verificato poco prima del picco di incertezza sulla capacità dell’Italia di definire un governo, formatosi solo a fine maggio/inizio giugno 2018. Una delle principali modalità con cui il rischio si manifesta sul mercato italiano è lo spread tra il Btp decennale italiano e il Bund decennale tedesco. Vi è stato un marcato aumento di tale spread, passato da livelli più vicini ai 100 punti base del maggio 2018 (intorno al massimo del mercato azionario), a livelli intorno ai 300 punti base nei periodi di picco di rischio percepito. Attualmente ci avviciniamo a 250 punti base.

Quali sono le vostre scelte in termini di asset allocation? Rispetto a quali settori o tipologie di azioni mantenete un sovrappeso all’interno del vostro portafoglio?

In prospettiva, ci aspettiamo una significativa volatilità dei titoli azionari italiani. Dal punto di vista economico, l’Italia è entrata in una recessione tecnica e il Pmi manifatturiero (il Purchasing Managers Index) italiano è inferiore a 50,0, il che sta a indicare una contrazione. Nel 2019, abbiamo visto quello che definiremmo come un “rally di sollievo”, ma il sollievo dell’azionario è legato più alla dimensione globale che a quella italiana. Affinché l’Italia funzioni come investimento azionario, i meccanismi finanziari sono fondamentali. Abbiamo visto un aumento dei ricavi nei 12 mesi successivi in questo settore nel corso del 2019 e, in un comparto di cui gli investitori sono soliti preoccuparsi, è più facile battere le basse aspettative.