28 posti, bistrot contemporaneo

28 posti è sicuramente un locale molto particolare, con una forte anima e tanta personalità. Si trova a Milano, zona Porta Genova, in una via che conduce ai Navigli. Il progetto architettonico, è stato curato da Gaetano Berni, Maria Luisa Daglia e Francesco Faccin, che hanno voluto dare al locale un look essenziale, ma con nuovi elementi di arredo prodotti interamente con materiali di recupero. I lavori edili sono stati eseguiti dai detenuti dell’Istituto Penitenziario di Bollate, che hanno potuto beneficiare dell’Art. 21 prendendo parte al cantiere, grazie all’associazione Liveinslums ONLUS ONG, partner del progetto; all’interno del carcere è stato creato un laboratorio di falegnameria, dove sono stati costruiti tavoli, porte e armadiature per il ristorante, disegnati da Francesco Faccin e realizzati con il contributo del maestro ebanista Giuseppe Filippini. L’ambiente che si percepisce è minimal ma ricercato; ad esempio molti degli oggetti utilizzati in cucina ma anche in sala sono autoproduzioni provenienti dalla baraccopoli di Mathare e dal laboratorio del ferro di Jua Kali (Nairobi).

Marco Ambrosino ritratto da ©Marco Varoli
L’executive chef del 28 posti: Marco Ambrosino ritratto da ©Marco Varoli

L’executive chef è Marco Ambrosino, giovane chef originario di Procida, che propone una cucina sofisticata, d’avanguardia, ma stagionale con ingredienti di estrema qualità, orientata da valori etici, al rispetto dell’ambiente e all’equità dei processi di produzione. A tal proposito, definisce così il suo stile:

Stiamo cercando di attualizzare e spingere verso il futuro prossimo la cucina mediterranea, che viene associata al comfort e alla tradizione.”

Marco ha maturato diverse importanti esperienze, tra cui citiamo quella al Melograno di Ischia con la chef Libera Iovine e al Noma di Copenhagen, che gli hanno permesso di creare un equilibrato connubio tra la tradizione campana e la cucina sperimentale.

Il menu cambia ogni due mesi, ma rimangono alcuni “cavalli di battaglia” dello chef, come i tagliolini con porro fondente, polvere di capperi, limone candito; la chiaiozza, la cipolla bruciata con fragoline di bosco fermentate; il dolce a base di ricotta, carbone, gelato al polline e bottarga.

chiaiozza
chiaiozza

 

Anche per i vini, il locale propone un’accurata selezione, con una carta che offre etichette di altissima qualità privilegiando piccoli produttori e vignaioli artigiani. Terreni di piccole dimensioni, gestiti da aziende che rispettano il proprio territorio, la cultura contadina e la biodiversità, per l’80% vini naturali e da agricoltura biodinamica.

 

www.28posti.org

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