L’essenziale della settimana

L’essenziale della settimana. L’aggiornamento settimanale di analisi dei mercati a cura di Amundi

Mercato: forte rialzo dei tassi USA e marcato apprezzamento del dollaro dopo la riunione del FOMC. Continua la buona performance dei mercati del credito; rialzo dei mercati azionari nel corso della settimana. Come previsto, la Fed ha alzato il tasso sui fed funds di un quarto di punto portandolo allo 0,50%-0,75%.
Inaspettatamente, il numero previsto di rialzi dei tassi (proiezione mediana) nel 2017 è invece salito da 2 a 3, e questa mossa della Fed è stata percepita come un segnale restrittivo.
Che sia il preludio a un’accelerazione del ritmo di normalizzazione?

Italia
Il nuovo Presidente del Consiglio deve affrontare numerose sfide. Paolo Gentiloni, che è subentrato a Matteo Renzi dopo la sconfitta che quest’ultimo ha riportato nel referendum del 4 dicembre, ha ottenuto la fiducia di entrambi i rami del Parlamento. Il suo governo è pressoché invariato rispetto a quello precedente. In particolare, è rimasto al suo posto il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, una persona ritenuta molto credibile dai mercati e dalle istituzioni europee. Egli ha promesso di portare avanti le riforme. Inoltre, una fonte di governo ha indicato che probabilmente verrà presa a breve una decisione riguardante la potenziale ricapitalizzazione pubblica dell’isti-tuto di credito MPS che si trova in grave difficoltà.
In realtà, non sarà affatto un gioco da ragazzi portare avanti le riforme nel contesto post-referendum. La CGIL, il principale sindacato del Paese, sta attualmente chiedendo un altro referendum con lo scopo di abrogare la rifor-ma del mercato del lavoro. Un pronunciamento in merito della Corte costituzionale è atteso per l’11 gennaio. Le elezioni anticipate sono sempre più probabili, ma non si terranno a breve perché prima si dovrà rivedere la legge elettorale.
Nel 2017, la situazione politica italiana rimarrà al centro del rischio nella zona Euro.

● Zona Euro: crescita dell’occupazione dell’1,2% su base annua. Il clima di fiducia delle imprese è rimasto positivo.
Nel 2016, gli intoppi politici (Brexit, referendum italiano) non hanno frenato la ripresa europea. Crediamo che nel 2017 la crescita proseguirà, anche se probabilmente sarà un po’ più debole (i sostegni temporanei forniti dal calo del prezzo del greggio e dall’euro difficilmente si ripeteranno e il rischio politico rimarrà significativo).

● Stati Uniti: deludono le vendite al dettaglio e la produzione industriale.
I dati mensili statunitensi sono molto volatili. Nel complesso, il secondo semestre del 2016 è stato comunque migliore rispetto al primo. Tuttavia, all’inizio del 2017 potrebbero esserci alcune piccole delusioni; le misure che potrebbe varare Donald Trump non avranno il tempo di produrre degli effetti, e l’economia potrebbe comunque risentire leggermente del recente rialzo dei tassi d’interesse e del rafforzamento del dollaro.

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