Un anno difficile per i mercati

Un anno difficile per i mercati. Attenzione ai picchi di volatilità da qui a fine anno. Didier Saint-Georges, managing director e membro del comitato investimenti di Carmignac

La ripresa economica globale è in corso. La crescita è in aumento in tutto il mondo da circa un anno, anche se nello stesso periodo i mercati hanno dovuto fronteggiare picchi di volatilità a breve termine, riconducibili in gran parte al rischio politico. La vittoria di Macron, che ha condotto una campagna pro-europea, nelle elezioni presidenziali francesi dovrebbe ora ridurre drasticamente il rischio politico nel continente, permettendo agli investitori di concentrarsi sui propri fondamentali economici.

Mentre il rischio politico si disperde, tutti gli occhi sono ora puntati sulle banche centrali e su quello che faranno per guidare le rispettive economie attraverso i diversi cicli della ripresa. La deflazione non è più la minaccia peggiore per l’economia globale. È invece probabile che l’inflazione diventi protagonista e tenga in scacco i policymaker nel prossimo futuro.

I dati recenti sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), deboli sia in Europa che negli Stati Uniti, hanno spinto le banche centrali, desiderose di proteggere il fragile recupero in corso, ad adottare un atteggiamento prudente per il momento. L’attuale combinazione dell’accelerazione della crescita economica e delle politiche prevalentemente moderate da parte delle banche centrali costituisce un contesto favorevole per le borse europee. Questo è particolarmente vero dal momento che l’Europa ha tardato a saltare sul carro della ripresa rispetto ad altre regioni. In Europa abbiamo assistito al ritorno della crescita solo nella seconda metà del 2016 e, nel caso della Francia, solo nell’ultimo trimestre dell’anno 2016.

La cautela tuttavia è ancora necessaria. Permangono difficoltà strutturali in alcune delle principali economie europee, come l’Italia e la Francia, che hanno ancora importanti problemi di competitività. Sarà quindi fondamentale comprendere se i governi saranno in grado di affrontare questioni strutturali, al di là di quanto accade nel ciclo economico. La Francia è ora ben posizionata. Resta da vedere se l’Italia seguirà lo stesso percorso.

I mercati emergenti, che sono economie basate sulle esportazioni, sono nella posizione migliore per continuare a beneficiare della ripresa dell’economia globale. Anche il miglioramento dei loro fondamentali economici contribuisce a rendere i mercati emergenti una destinazione d’investimento appetibile. Inoltre l’andamento degli utili aziendali è stato storicamente in linea con il commercio internazionale, quindi è ragionevole prevedere una crescita degli utili siccome il commercio internazionale continua ad espandersi.

È importante essere consapevoli del fatto che i settori performano diversamente durante un ciclo di crescita. Per esempio, il settore dei beni di consumo tende a sottoperformare in tempi di crescita economica sostenuta a causa delle sue caratteristiche difensive. Bisogna infine distinguere tra le diverse zone geografiche. In Giappone e in Europa, dove la crescita è arrivata con un certo ritardo rispetto agli Stati Uniti, l’economia mostra un maggiore potenziale di crescita. In particolare riteniamo che in Europa l’esposizione ai finanziari europei sia il modo migliore per beneficiare della crescita domestica europea.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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