I pmi europei segnano nuovi record

I pmi europei segnano nuovi record. I principali segnali emersi dai dati usciti settimana scorsa e i possibili “market movers” per questa se‎ttimana a cura di Cassa Lombarda

EZ: i Pmi prolungano l’impressionante trend di rialzi mensili con nuovi record positivi
Le anticipazioni degli indici di variazione delle attività hanno segnato il nuovo massimo dal 4/11 (Pmi Manif.) e consolidato vicino al precedente massimo (Pmi Servizi), lasciando l’indice Pmi Composto invariato al livello record. La media nell’ultimo bimestre sale così a 56.8 dal 55.6 dal 1°trimestre, facendo presagire un buon 2° trimestre dopo il +0.5% del 1° trimestre, coerente con le parole usate recentemente da Mario Draghi “ripresa solida e diffusa”. C’è tuttavia da notare che l’andamento dell’indice Composto aggregato, meno positivo dei soli singoli già noti di Francia e Germania, lascia presagire una periferia in consolidamento dopo i precedenti miglioramenti.

Poiché le attese attuali sono per una crescita nel 2°trimestre di +0.4%, c’è spazio per una sorpresa positiva. L’outlook inflattivo, tuttavia, desumibile dai dettagli degli indici (Output price), resta debole e giustifica il perdurante attivismo della banca centrale.

US: il 1°trimestre è meno peggio della prima indicazione ma presenti dati misti sull’evoluzione nel 2°trimestre.
Il Pil del 1° trimestre è stato rivisto al rialzo al secondo ricalcolo, principalmente grazie al maggior incremento degli investimenti privati e alla minor decelerazione dei consumi. Questo rafforzerà l’impostazione della Fed che, nei verbali dell’ultimo Fomc risultava già propensa a non preoccuparsi eccessivamente per il rallentamento registrato. Tuttavia, c’è da evidenziare che la crescita dei profitti aziendali si è ridotta nel trimestre e diversi indicatori (alcuni manifatturieri regionali, l’immobiliare e gli ordini) hanno segnalato in settimana un successivo rallentamento. Sono rimasti invece buoni i Pmi nazionali e forte l’occupazione e, conseguentemente, la fiducia dei consumatori, a supporto dell’impostazione costruttiva della Fed.

JN: dai dati segnali misti ma in crescendo
Gli ultimi dati sono misti come indicazioni, ma in miglioramento progressivo. Il calo dell’attività industriale riguarda infatti il passato, la crescita decelerante dell’attività manifatturiera riguarda il presente mentre l’aumento esplosivo degli ordini è un possibile preludio di attività futura. Allo stesso modo la riduzione del surplus della bilancia commerciale si bilancia con la crescita delle vendite dei grandi magazzini nello stesso periodo. Proprio la crescita delle vendite, unita agli aumenti dei prezzi dell’energia e del cibo fresco, nonché al pieno impiego e alla politica espansiva della Bank of Japan, hanno determinato anche un aumento del Cpi nella direzione tanto auspicata, anche se si tratta solo di un aumento di modesta entità che lascia il target del 2% ancora lontano.

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