Fed, falco o colomba?

Powell si mostrerà falco o colomba? La view di Fidelity, Legg Mason e La Francaise sulla probabile impostazione del comunicato che la Fed rilascerà nel post-riunione

Andrea Iannelli, investment director obbligazionario di Fidelity International

Il rialzo dei tassi della Fed a giugno è ormai dato per certo

Negli USA, i rendimenti hanno tenuto al 3,10% per poi scendere con l’evolversi della saga italiana. Con il nuovo governo ormai insediatosi a Roma, i Treasury USA dovrebbero ricominciare a lasciarsi guidare da fattori più “domestici”. Abbiamo pertanto spostato tatticamente in sottopeso il nostro posizionamento sulla duration USA.

I dati statunitensi restano solidi, in linea con un tasso di crescita del 3,7%. Questo andamento, che contrasta con la debolezza delle altre regioni, è principalmente imputabile al significativo stimolo fiscale annunciato a inizio anno.

Sul fronte della politica monetaria, il rialzo dei tassi della Fed a giugno e un altro intervento entro la fine dell’anno sono già scontati nei prezzi. Anche se difficilmente la Fed sorprenderà i mercati con rialzi dei tassi troppo aggressivi, l’incremento dei rendimenti nel tratto a breve e la contrazione del bilancio della Banca Centrale eserciteranno una pressione al rialzo su tutta la curva.

Per quanto riguarda i fattori tecnici, il posizionamento si è fatto più definito dopo l’ultimo ritracciamento. I rendimenti dei decennali ora sono a 30pb sotto i massimi storici e l’ipotesi più accreditata, in termini di rischio-rendimento, è quindi che riprendano a salire.

John Bellows, portfolio manager, Western asset (gruppo Legg Mason)
Il messaggio più importante di questo meeting riguarderà dunque le intenzioni della Fed una volta raggiunta la neutralità. Il rialzo dei tassi infatti è ampiamente previsto e non sorprenderà nessuno. La cosa più importante, invece, sarà il modo in cui il FOMC descriverà le sue intenzioni programmatiche ora che i tassi si avvicinano ad un livello neutrale. Come detto, i mercati sembrano aspettarsi che la Fed andrà oltre la neutralità, portando poi avanti per diversi anni una politica restrittiva. A nostro parere invece, a meno che lo scenario dell’inflazione non cambi radicalmente, la Fed non sentirà il bisogno di andare oltre il livello neutrale. Se la Fed si mostrerà cauta da questo punto di vista, molti operatori di mercato potrebbero restare sorresi. Sarebbe infatti il segnale che la Fed non è così “falco” come molti avevano temuto.

Hervé Chatot, fund manager, cross asset, La Française.
Crediamo che Il Fomc alzerà i tassi di interesse per la seconda volta quest’anno, di 25 punti. Inoltre il comitato di politica monetaria della Federal Reserve aggiornerà le previsioni macroeconomiche.
In linea di massima i dati economici sono risultati superiori alle attese. Le aspettative riviste al rialzo mostrano una crescita del Pil più forte, una disoccupazione più bassa e forse un tasso di inflazione leggermente più alto.
Ci aspettiamo alcune modifiche anche nel grafico a punti, con gli aumenti del costo del denaro del 2018 che dovrebbero passare dai tre previsti finora a quattro e una Fed più falco.
La conferenza stampa dovrebbe confermare l’approccio graduale perseguito nel processo di normalizzazione della politica monetaria. E’ probabile che Powell ribadirà che la Fed è disposta a tollerare solo un superamento contenuto del target di inflazione al 2%.
Il mercato non dovrebbe reagire all’aumento dei tassi di domani,poiché atteso. Tuttavia non escludiamo una reazione “da falco” a un eventuale cambiamento nel grafico a punti sul 2018 e sul 2019.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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