Molesini: «Fideuram-ISPB resiliente in ogni condizione di mercato, masse a 224 miliardi»

Si chiude con soddisfazione il primo trimestre del Gruppo Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking. Secondo quanto comunicato oggi dalla banca, a fine marzo 2019 le masse amministrate erano pari a 223,7 miliardi, in crescita del 5% rispetto al 31 dicembre 2018 (213,1 miliardi) e del 4% rispetto allo stesso trimestre 2018 (216, miliardi). In crescita anche le masse amministrate in regime di consulenza a pagamento, che si attestano a 37,5 miliardi (36,3 miliardi al 31 dicembre 2018, +3%).

L’evoluzione delle masse rispetto alla fine del 2018 è attribuibile principalmente alla performance di mercato che ha inciso positivamente sui patrimoni per  9,6 miliardi e, in misura minore, alla raccolta netta positiva per oltre 1 miliardo.

Secondo Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking, «i risultati del trimestre dimostrano quanto il nostro modello sia resiliente in ogni condizione di mercato, tanto quando è meno favorevole, come a fine 2018, così come quando torna positivo, come all’inizio dell’anno. Continuiamo a generare valore in modo consistente e sostenibile, grazie al lavoro di tutti i private banker, che supportiamo con investimenti in formazione e sul versantedell’innovazione di prodotto».

Molesini ha sottolineato che la preparazione professionale di consulenti e private banker «ha reso possibile conseguire risultati significativi anche nella distribuzione di soluzioni di investimento sofisticate, come la nostra piattaforma di “alternativi”, che negli ultimi mesi ha generato una raccolta superiore ai 500 milioni di euro».

Al 31 marzo il numero complessivo dei private banker delle reti risultava pari a 5.924, con un portafoglio medio pro-capite pari a circa 38 milioni.

L’analisi dei principali aggregati del conto economico evidenzia che, nel primo trimestre dell’esercizio in corso, le commissioni nette sono risultate pari a 427 milioni, in marginale contrazione (-2%), mentre il margine di interesse, pari a 41 milioni, ha evidenziato un incremento del 14 per cento. Le spese di funzionamento, pari 146 milioni, sono aumentate di 5 milioni (+4%). Il cost/income ratio, l’ indicatore caratteristico di efficienza gestionale delle banche, «è risultato pari a 30% (28% nel primo trimestre dello scorso esercizio), rimanendo su livelli di assoluta eccellenza», si legge nel comunicato della banca.

L’utile netto consolidato del primo trimestre si è attestato a 229 milioni di euro, in lieve flessione (- 4%) rispetto al primo trimestre del 2018, mentre i coefficienti patrimoniali consolidati di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking si confermano al 20,1%, ampiamente al di sopra dei livelli minimi richiesti dalla normativa.

 

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