AB: “Nell’universo investment grade vediamo valore nei titoli finanziari”

All’inchiesta di Fondi&Sicav sui corporate bond investment grade denominati in euro interviene Jorgen Kjaersgaard, manager dell’AB European Income Portfolio

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Quali sono le ragioni che hanno permesso agli investment grade corporate bond in euro di comportarsi meglio dei government bond dell’Eurozona negli ultimi mesi? Perché il rischio politico ha avuto conseguenze di poco conto sulle quotazioni dei bond societari?

In un contesto di incertezza politica, negli ultimi mesi i mercati obbligazionari corporate europei si sono dimostrati un faro di stabilità. Le emissioni sono aumentate, così come la domanda per questi titoli, alimentata dalla ricerca degli investitori di titoli in grado di offrire maggiori rendimenti, dato il crollo dei ritorni sui titoli governativi. La richiesta continua così a superare l’offerta, il che è positivo per i creditori e per i prezzi. Questo trend ha beneficiato anche della forza del biglietto verde, con gli investitori in dollari che hanno potuto contare su tassi di conversione vantaggiosi.
Molte nuove emissioni europee sono finalizzate al rifinanziamento del debito. Le aziende puntano ad assicurarsi liquidità a tassi convenienti, andamento che dimostra una certa cautela nella gestione del bilancio. Molte società stanno diminuendo la loro leva, utilizzando vie di finanziamento che non premiano gli azionisti, ma aumentano i rischi per i detentori di debito. Basti pensare a bond lanciati per acquisizioni o per operazioni di buyback. Tutto questo, unito all’azione della Bce per limitare la volatilità di breve termine, ha impedito che il calendario politico portasse particolare scompiglio in questa asset class.

Nell’attuale contesto di mercato, quali investment grade corporate bond sono da preferire in termini di duration, settori di appartenenza delle società emittenti o altri fattori che ritenete prioritari nella selezione dei singoli titoli?

Con il migliorare del quadro economico europeo e dopo i risultati del voto francese ci aspettiamo che la Bce stabilisca la rotta verso una riduzione dell’accomodamento monetario già a giugno. Negli ultimi anni il quantitative easing ha forzato gli investitori a caricarsi di maggiori rischi e a focalizzarsi su duration più lunghe. Per rispondere al tapering gli investitori dovrebbero adottare posizioni più corte cedendo i titoli a lunga scadenza poiché la curva del rendimento si farà più ripida con il diminuire dei prezzi delle obbligazioni a lungo termine.
Nell’universo investment grade vediamo valore nei titoli finanziari, soprattutto nei bond subordinati bancari. Il segmento BBB con maturità a 4-7 anni tra i titoli non acquistabili dalla Bce offrono la migliore combinazione tra valore, stabilità e rendimento nominale. Un altro elemento da considerare è aumentare l’esposizione verso il debito high yield. Guardando al progressivo deleverage e al miglioramento del panorama economico, infatti, è improbabile aumenti il tasso di default, fattore al quale si aggiunge la propensione di questa asset class a prosperare quando la crescita prende e i tassi di interesse sono pronti a salire.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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