Aberdeen Am: “In Giappone positivo il settore beni di consumo e industriale”

Kwok Chern Yeh, head of Investment Management Japan di Aberdeen Asset Management, risponde alle domande dell’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Giappone

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Molti osservatori credono che il listino azionario nipponico sia tra quelli meglio posizionati nel breve-medio termine. É solo il mantenimento del Qe da parte della BoJ a suffragare quest’ipotesi o credete ci siano altri validi motivi per investire a Tokyo?

Gli sforzi in materia fiscale e monetaria per risollevare l’economia hanno portato a indebolire lo yen e a spingere verso l’alto i prezzi degli asset, principalmente per quanto riguarda azioni e mercato immobiliare. Riteniamo che la ripresa del mercato a partire dalla metà dello scorso anno sia stata trainata dagli investitori a caccia alla liquidità. Questi sviluppi creano un terreno fertile per gli stock picker attivi in grado di sfruttare le anomalie di prezzo. L’economia domestica probabilmente crescerà in misura modesta, le prospettive miglioreranno a fronte della domanda stabile, dei maggiori stimoli fiscali e dell’incremento delle esportazioni. Le società con uno stato patrimoniale solido, un buon cash flow e un management brillante dovrebbero fare bene, indipendentemente dalle condizioni macroeconomiche. Inoltre occorre considerare come il Giappone vanti uno dei mercati azionari più ampi del mondo nonostante un terzo delle società quotate non venga monitorato dalla comunità degli analisti finanziari.

A vostro giudizio, quali settori del listino giapponese offrono le migliori opportunità e quanto potrebbe pesare il rischio valuta sulle chance di successo di un investimento in azioni giapponesi effettuato da un investitore europeo?

A livello di settore riteniamo che quelli più interessanti siano i beni di consumo, gli industriali e i servizi al consumatore.
Tra i titoli industriali ci piace Shin-Etsu Chemical, produttore su scala mondiale di Pvc e siliconi semiconduttori. L’azienda ha tratto beneficio dalle previsioni di un aumento della spesa per infrastrutture sotto la presidenza Trump che dovrebbe trainare la domanda di Pvc. Inoltre le dinamiche di prezzo per i wafer semiconduttori usati nei dispositivi elettronici si sono dimostrate favorevoli. Amada, che produce macchinari e attrezzatura per la lavorazione dei metalli, è cresciuta negli ordini interni e all’estero la domanda è in ripresa, grazie alla Cina.
Nel nostro portafoglio non compaiono mega-banche per prospettive mediocri e per la loro storia recente. La competizione nei prestiti alle aziende e ai depositanti è spietata. Le società non hanno bisogno di chiedere prestiti e i consumatori non hanno la fiducia per farlo. Le banche restano legate a normative imprevedibili e a un’economia fragile, fattori esterni al loro controllo.
La debolezza dello yen è un fattore positivo per gli esportatori ma l’aumento del protezionismo su scala globale potrebbe gravare sulla domanda di merci. Al contempo, uno yen più debole potrebbe consentire all’inflazione importata di erodere la redditività delle società locali, soprattutto quelle che non hanno potere di determinare i prezzi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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