ABS europei nel post Brexit

Il voto per la Brexit ha spinto al rialzo i premi di rischio, aumentando i rendimenti attesi degli Abs. Il commento a cura di Laurence Kubli and Matthias Wildhaber, portfolio managers di GAM

Gli Asset-backed securities sono interessanti rispetto ai bond tradizionali nel contesto attuale e beneficiano di cedole a tassi variabili. All’indomani della Brexit, gli investitori si sono rifugiati nelle obbligazioni tradizionali sebbene questi “porti sicuri” offrano rendimenti bassi o anche negativi. Gli Abs europei offrono rendimenti superiori e la maggior parte di questi ha cedole con tassi variabili che proteggono gli investitori dal rischio dei tassi e dal rischio di duration.

Sin dal referendum, tali strumenti erano stati colpiti dall’incremento dei premi di rischio nella maggior parte dei settori, inclusi quelli non direttamente esposti verso il Regno Unito; e ciò ha creato opportunità di investimento con valutazioni interessanti.

Oltre alle opportunità legate alla Brexit, teniamo d’occhio anche un bacino di prestiti corporate attraverso i CLO (Collateralized Loan Obligations). Tranche senior di CLO sono molto ben protette dal rischio di default e offrono premi di rischio relativamente elevati. Le cedole a tasso variabile sono basate sull’Euribor al quale viene sommato uno spread. Per la maggior parte dei CLO emessi da metà 2015, il tasso Euribor di riferimento è soggetto a una soglia minima pari allo 0% e ciò significa che anche qualora l’Euribor dovesse sfociare in territorio negativo, questi strumenti continueranno ad offrire rendimenti positivi.

Reputiamo inoltre interessanti anche i titoli obbligazionari garantiti da portafogli di mutui ipotecari su immobili commerciali (Commercial Mortgage-Backed securities). Molte transazioni considerabili “vintage”, in quanto emesse prima della crisi finanziaria, trattano ancora a un livello inferiore alla pari e stanno rapidamente raggiungendo la scadenza visto che i portafogli dei collaterali sottostanti vengono liquidati. Le migliori opportunità sono riscontrabili in transazioni che hanno il potenziale di “ripagarsi” prima del previsto e offrire un effetto “pull-to-par”.

Il mercato europeo degli Abs sta continuando a ristabilirsi dalla crisi finanziaria globale, ma non si è ancora liberato dell’alone negativo derivante dall’equivalente statunitense. Il mercato ha trovato un nuovo equilibrio ma non si è ancora completamente normalizzato. Mentre la solvibilità è migliorata, gli spread sul credito reperibili oggi sono ancora nettamente superiori rispetto a quelli del 2007, fornendo l’accesso a strutture elastiche che offrono rendimenti superiori ai titoli di Stato nell’era pre-crisi.

Le norme regolamentari nel contesto di Basilea III e della Solvency II continuano a giocare a sfavore degli ABS, con requisiti di capitale che collocano questo mercato in una posizione di svantaggio rispetto a quelli dei corporate bond o dei covered bond. Tutto ciò rende anche l’emissione di ABS più costosa e riduce il numero di nuove emissioni in arrivo sul mercato, diminuendo le possibilità di finanziamento alternativo all’economia reale. L’iniziativa dell’Unione Europea di costituire la Capital Market’s Union va in qualche modo a contrastare questo problema istituendo regole semplici, trasparenti e standardizzate per la creazione di questi strumenti finanziari. Nonostante un quadro normativo semplice, trasparente e standardizzato, in senso più ampio la regolamentazione degli ABS necessita di essere trattato a tutto tondo per supportare appieno le opportunità di finanziamento e di investimento.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.