a cura di Mark William Lowe

Quando il dittatore comunista Enver Hoxha morì nel 1985, l’Albania era uno dei paesi più poveri e isolati del mondo. Hoxha aveva governato il piccolo stato balcanico con il pugno di ferro per oltre quattro decenni e l’opposizione o le persone che non erano allineate con le politiche del governo erano sottoposte a dure punizioni, tra le quali lunghe pene detentive che vedevano i “nemici delle istituzioni” utilizzati come lavoratori forzati nei gulag locali. Molti altri semplicemente scomparvero, alcuni in strutture carcerarie segrete dalle quali pochi sarebbero usciti, altri condannati a morte con i loro corpi consegnati a tombe senza nome. Dopo la morte di Hoxha, la caduta del comunismo, il graduale processo di democratizzazione, una serie di crisi caratterizzate in un primo momento da un esodo di massa di cittadini disperati verso l’Italia, crolli finanziari e rivolte, l’Albania è oggi considerata una delle economie più resistenti d’Europa: un’impresa notevole per qualsiasi standard.

Inflazione e crescita 

Nonostante l’impatto della pandemia di Covid-19 e le difficoltà causate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, gli ultimi dati indicano che i livelli di inflazione in Albania sono sotto controllo e che l’economia è in crescita. Secondo quanto contenuto in un rapporto pubblicato nell’aprile 2023 dall’Istituto di  Vienna per gli Studi Economici Internazionali (Wiiw), il tasso di inflazione del paese, pari al 6,7%, è il più basso di tutta l’Europa centrale, orientale e sudorientale. Durante un incontro a Tirana con una delegazione di rappresentanti di alto livello della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Bers), lo scorso giugno, Gent Sejko, governatore della Banca centrale albanese, ha dichiarato che, sebbene le pressioni inflazionistiche rimangano elevate, l’istituzione prevede che l’inflazione rallenti e scenda al 3% entro la fine del secondo trimestre del 2024.

Per quanto riguarda la crescita economica, il rapporto del Wiiw contiene un altro indicatore positivo: il Pil del paese è cresciuto del 4,8% nel 2022. È interessante osservare che il prodotto interno lordo è quasi triplicato dalla morte di Enver Hoxha nel 1985. Si stima che la crescita economica dello scorso anno abbia ridotto i livelli di povertà dal 27,5% del 2021 al 25,2% del 2022, nonostante l’inflazione, trainata dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei trasporti, che ha avuto un impatto negativo sui cittadini più poveri, abbia raggiunto un picco dell’8,3% nell’ottobre 2022. Le proiezioni sul Pil per il 2023 sono però diverse: mentre ad aprile Fitch ha rivisto le sue stime dall’1,6% al 2,5%, a giugno il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato di aspettarsi un tasso di crescita di circa il 3%.

trainata dal turismo

Nonostante le notevoli divergenze di opinione, la maggior parte degli analisti concorda sul fatto che la crescita nel 2023 sarà trainata dal turismo e dall’edilizia, sostenuti dagli investimenti stranieri; questa analisi è avallata dai principali organismi internazionali. La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo non è stata l’unico organismo internazionale a recarsi in Albania a giugno. Anche un team del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha effettuato una visita per discutere le recenti dinamiche macroeconomiche, le prospettive future e le priorità politiche. A seguito di ciò, l’Fmi ha dichiarato che l’economia albanese ha superato le aspettative nel 2022, con un incremento di quasi il 5%. L’organizzazione attribuisce questo risultato alla forte domanda dei consumatori, al turismo e alla notevole crescita del settore edilizio. Tuttavia, la dichiarazione del Fondo specifica anche che, a causa della lenta crescita dei partner commerciali, del ritiro delle politiche di sostegno e dell’inasprimento delle condizioni finanziarie, la crescita economica quest’anno dovrebbe risultare più moderata.

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