a cura di Pinuccia Parini

Quanto è importante creare e avere fiducia nella scelte che si fanno e nell’agire quotidiano? Quanto questa fiducia conta all’interno delle decisioni di investimento? Filippo Battistini, head of business development retail wholesale Italy di Allianz Global Investors, offre a Fondi&Sicav alcuni spunti di riflessione.

“Fidarsi è meglio. Per pianificare il futuro devi crederci!” Così avete intitolato il vostro incontro allo scorso Salone del risparmio. Qual è il messaggio più importante che volevate fare passare?

«Il futuro ci riserva grandi sfide che non si possono affrontare se non cercando e avendo fiducia. Noi, come Allianz Global Investors, abbiamo fatto nostri due temi che si coniugano tra loro e che vogliamo che caratterizzino e identifichino la nostra attività di asset manager: l’innovazione e la sostenibilità. A essi è indissolubilmente legato il come recuperare il rapporto fiduciario con i consulenti e gli investitori finali. È stato soprattutto su quest’ultimo aspetto che si sono svolte le nostre riflessioni, perché riteniamo che la fiducia sia quel filo rosso, da cui non si può prescindere, che sottende tutte le attività e permette di guardare al futuro. Ci siamo dati quattro parole chiave che contraddistinguono e scandiscono la nostra attività: il valore, la fiducia, gli obiettivi e il tempo».

Che cosa vuole dire coniugare innovazione e sostenibilità?

«Significa, da un lato, porsi come interlocutori consolidati e affidabili sul tema della sostenibilità e noi riteniamo di esserlo, mentre, dall’altro, comporta offrire strumenti che possono consentire di investire in strategie Esg caratterizzate da elementi di innovazione allineate agli obiettivi di sviluppo sostenibile sanciti dall’Onu. Questo tipo di approccio fonde in sé le competenze, sia di carattere tematico, sia quelle che riguardano l’Esg, e riteniamo che, vista la nostra storia e i risultati raggiunti, possiamo assumere un ruolo di leadership in questo ambito. La nostra presenza al Salone del risparmio ha sottolineato in modo vocale e visivo questo nostro impegno, dove all’interno del nostro stesso stand sono state proposte le sei soluzioni di investimento che riteniamo siano tra le più esemplificative di questo approccio: Allianz Clean Planet, Allianz Global Water, Allianz Smart Energy, Allianz Sustainable Health Evolution, Allianz Food Security e Allianz Positive Change. E ci teniamo a sottolineare che tutti questi fondi sono catalogati come articolo 9 in base al regolamento Sfdr».

E perché parlare di fiducia?

«Perché sappiamo che all’interno delle strategie che proponiamo dobbiamo mantenere una coerenza tra ciò che dichiariamo e ciò che facciamo. Lo dobbiamo fare da un punto di vista deontologico e reputazionale, in qualità di investitori responsabili e nei confronti, sia dei consulenti, sia dei risparmiatori: entrambi devono avere fiducia in ciò che noi proponiamo come soluzione di investimento. Sembrerà una banalità ribadire questo concetto ma, quando si parla di sostenibilità, i rischi di greenwashing sono molti e la cronaca lo testimonia. Adottare un metodo rigoroso di investimento sostenibile e renderlo trasparente ci permettono di rafforzare il nostro brand e avere così un vantaggio competitivo, che non può che infondere fiducia a chi guarda all’universo di Allianz Global Investors».

Avete affrontato il tema anche nella vostra conferenza

«Ne ha parlato Sergio Sorgi, fondatore di Progetica, nonché autore di molti saggi di successo. Ha sottolineato che la fiducia, insieme alla felicità, è uno di quei valori universali, di quelle cornici senza le quali il lavoro del consulente finanziario e del gestore non può essere fatto. La fiducia, per usare le parole di Sorgi, è il collante che tiene insieme individui e società e questa crisi potrebbe insegnarcelo. In un contesto attuale, post-pandemia, nonostante si stia vivendo un periodo di ripresa, quasi di rinascita sotto alcuni punti di vista, ci si trova di fronte a quesiti molto importanti su come riuscire a impostare un rapporto di fiducia con i propri interlocutori: Allianz Global Investors nei confronti dei propri consulenti e questi ultimi, a loro volta, nei confronti degli investitori finali».

Ma come si costruisce la fiducia?

«Abbiamo provato a generare un’equazione in cui la fiducia è il risultato del valore sostenibile moltiplicato per il tempo. Passo dopo passo anche la relazione tra cliente e consulente si basa sul valore del tempo, perché la fiducia va costruita giorno per giorno. Ed è stato proprio per discutere di questa equazione che abbiamo organizzato una tavola rotonda con tre startup, con tipologie di attività completamente diverse tra loro, che si sono confrontate sul tema:  Goal Based Investing Italia con Luciano Scirè, Pcup con Lorenzo Pisoni e Biova Project con Emanuela Barbano».

Perché invitare tre startup a parlare di fiducia?

«Perché la fiducia è intrinseca nello stesso concetto di startup, nella quale si dà vita a un’attività confidando che questa possa prendere corpo e portare al raggiungimento di obiettivi futuri. Per creare un rapporto di fiducia bisogna avere una progettualità e quindi guardare avanti con spirito costruttivo e ottimista. Abbiamo presentato tre realtà, ciascuna con il proprio progetto, ma tutte  improntate alla sostenibilità e all’innovazione. Si è chiesto loro di spiegarci che cosa è il tempo e quale ruolo abbia giocato nella realizzazione delle loro attività imprenditoriali. Con modalità e sfumature diverse è emerso che il tempo è un valore che non va sprecato, deve servire per realizzare dei propositi che ci facciano stare meglio con noi stessi, quindi va gestito. Il tempo è anche denaro e a volte questo aspetto ci ha condotto ad avere comportamenti non virtuosi, perché ci ha portati a pensare all’immediato, piuttosto che all’impatto delle nostre azioni e delle nostre scelte su ciò che ci circonda. Di Pcup ci ha parlato il fondatore, Lorenzo Pisoni, che ha inventato un bicchiere riciclabile al silicone, dotato di un microchip che consente di essere mappato e permette, mentre si assapora la propria bevanda in uno dei locali convenzionati, di condividere il momento con altri amici che si trovano altrove. Emanuela Barbano, invece, ci ha raccontato di Biova Project, che ha fatto sua la missione di ridurre lo spreco alimentare, creando la birra dagli scarti del pane e Ri-Snack, snack che viene realizzato con le scorie della birrificazione; è un prodotto che è il risultato di un processo di economia circolare. Infine, la variabile tempo gioca un ruolo chiave all’interno della nostra iniziativa sul goal based investing, che ci ha insegnato che i mercati finanziari possono essere utilizzati come macchine del tempo per realizzare progetti di vita».  

In merito a quest’ultimo aspetto, qual è il ruolo che gioca la fiducia?

«La fiducia è strettamente collegata alla pianificazione, alla progettualità e a individuare gli obiettivi, identificando un metodo che ne consenta la realizzazione. A parlare di questo argomento è stato appunto invitato Luciano Sciré, fondatore di Goal Based Italia, che ci sta aiutando nella realizzazione di questa iniziativa, per noi estremamente importante. Si tratta di una piattaforma di consulenza e di formazione sul tema della pianificazione, basata sugli obiettivi, su come essi vengono definiti e quali soluzioni di investimento vi possono essere abbinate. La nostra collaborazione con Sciré ha portato alla realizzazione di un laboratorio che si propone di facilitare la relazione del consulente con il cliente, migliorando le abilità relazionali del primo e rendendo il secondo più consapevole delle sue scelte di vita. È un metodo in cui viene fatta una diagnosi dei valori prima di proporre soluzioni di investimento che siano ancorate agli aspetti emozionali, cui l’investitore attribuisce più valore. All’interno di questo modello i consulenti diventano cercatori di obiettivi e portatori di consigli, ma per fare sì che ciò sia possibile è necessario che il financial advisor abbia fiducia in se stesso per poi creare un rapporto fiduciario con il cliente. Per rendere tangibili questi concetti, abbiamo deciso di presentare alcune applicazioni pratiche, trovando così una traduzione in esperienze e metodologie concrete: dal goal based investing all’innovazione e alla sostenibilità di progetti che sono stati di fatto realizzati, come hanno testimoniato i nostri ospiti».

Come si collegano a tutto ciò le sei strategie d’investimento cui lei ha accennato?

«Sono strategie azionarie che, nel breve termine, possono essere soggette a periodi di volatilità, ma esplicitano il loro valore nel tempo. Si integrano bene all’interno del goal based investing, perché  gli obiettivi di vita di ciascun individuo non possono essere slegati da uno sviluppo sostenibile. Sono allineati ai 17 obiettivi delle Nazioni Unite, perché vogliamo dare un contributo fattivo a compiere scelte che sono importanti per l’intero pianeta e lo dimostriamo misurando l’impatto che le nostre decisioni di investimento generano. Operiamo in modo stringente in questo senso e lo rendicontiamo. Facciamo tutto ciò perché crediamo che si debbano educare i clienti a non guardare più ai prodotti basandosi solo sui dati di track record, bensì ad avere un orizzonte più ampio, con la consapevolezza che le decisioni prese hanno un impatto sulle persone e sul pianeta».

Quindi innovazione, sostenibilità e fiducia?

«E come sarebbe possibile altrimenti pensare a un futuro se mancasse la fiducia e se venissero meno l’innovazione e la sostenibilità che ci aiutano a costruire il mondo di domani?»