Allianz Global Investors: «Investire goal based»

La necessità di conciliare l’innovazione con la sostenibilità è un tema sempre cogente sui mercati. Investire in modo responsabile ed essere così partecipi di un cambiamento è una consapevolezza che anima le decisioni e le scelte, sia dei risparmiatori, sia degli investitori. Ne parla Filippo Battistini, head of business development retail wholesale Italy di Allianz Global Investors.

Come si sposano la sostenibilità e l’innovazione nelle strategie di Allianz Global Investors?

«Innanzitutto vogliamo sottolineare che la sostenibilità e l’innovazione sono due elementi fondamentali all’interno delle nostre strategie che si autoalimentano e non possono essere disgiunte. La prima è il fattore che permea tutto ciò che è innovazione e quest’ultima, a sua volta, diventa il motore di un continuo rinnovamento. In questo ambito, come Allianz Global Investors, riteniamo di essere all’avanguardia, perché, a differenza di altri player, abbiamo creato una ricca offerta di strategie e di fondi allineati ai suddetti obiettivi. Nello specifico, abbiamo sei diverse soluzioni di investimento (Allianz Clean Planet, Allianz Global Water, Allianz Smart Energy, Allianz Sustainable Health Evolution, Allianz Food Security e Allianz Positive Change) che si collocano a metà strada tra le strategie Esg e quelle tematiche, con un processo di selezione che identifica le aziende in grado di raggiungere determinati risultati, in aree tematiche circoscritte e legate profondamente a uno o più Sustainable development goal (Sdg). Oltre ai vantaggi sociali e ambientali, esse perseguono anche obiettivi finanziari, fondati su un approccio di investimento tematico consolidato, che si incentra su trend strutturali di lungo periodo e ricerca potenzialità di crescita a lungo termine. Sono soluzioni legate a temi non solo attuali, ma che avranno un’espansione notevole nei prossimi anni e, tramite esse, l’investitore avrà da un lato la possibilità di contribuire allo sviluppo sociale e ambientale, dall’altro la possibilità di incrementare il rendimento sul capitale investito».

Quali sono i fattori che guidano il goal-based investing?

«Le ricadute della pandemia hanno indubbiamente avuto molti riflessi sul comportamento degli investitori. L’incertezza che ne è sprigionata li ha portati a nutrire forti preoccupazioni per il futuro e ad assumere un atteggiamento di grande cautela, tanto che la liquidità sui conti correnti è aumentata in misura considerevole. Ciò che è emerso, in base anche a ricerche pubblicate di recente, ad esempio quella dell’Associazione italiana private banker, è che gli investitori hanno capito quanto la ricerca di rendimenti nel breve termine possa avere un impatto molto negativo sull’accumulazione della ricchezza nel lungo periodo. In questo contesto, Allianz Global Investors ritiene che ora più che mai è fondamentale fornire un aiuto concreto nell’individuare i valori e gli obiettivi di vita cui ancorare le proprie decisioni di investimento. È necessario, infatti, aumentare il controllo sullo stato patrimoniale e farlo in modo efficace, cercando di eliminare da un lato lo stress da performance e, dall’altro, evitando di detenere un’elevata liquidità, di fatto non remunerata, visto l’attuale livello dei tassi di interesse. Allianz Global Investors si è ormai contraddistinta da tempo nella formazione di qualità per i consulenti e private banker e nella proposta di progetti formativi ad alto contenuto di educazione finanziaria. In passato abbiamo offerto ai nostri partner distributivi diverse iniziative, sia sulla finanza comportamentale, sia sulla “domandologia”, ovvero l’arte di fare domande aperte, strumento efficace per entrare in empatia con l’investitore finale. La naturale evoluzione di questi due progetti è stata il laboratorio sul Goal based investing, nato dalla collaborazione tra Allianz Global Investors e Luciano Scirè (fondatore di Goal Based Investing Italia), che si occupa di pianificazione per valori e obbiettivi».

Quali sono le finalità che volete raggiungere nell’abbracciare questo approccio?

«Con il Goal Based Investment Lab ci siamo posti l’obiettivo di offrire ai nostri interlocutori un cambio di prospettiva strutturato su tre livelli: la psicologia degli investimenti in un’ottica goal based; la diagnosi dei valori e degli obiettivi degli investitori finali, prima di proporre una soluzione di investimento; come rendere efficaci le scelte anziché concentrarsi sull’efficienza ex-ante del portafoglio. Su questi temi sono state organizzate diverse giornate formative e il messaggio emerso con maggiore vigore da questa esperienza è che i mercati finanziari possono essere utilizzati come macchine del tempo. Ciò implica che avere un’ottica di investimento di medio lungo termine permette di viaggiare nel futuro e di realizzare i progetti e gli obiettivi di vita in tempi adeguati. Inoltre, è interessante evidenziare che chi sposa quest’ottica risulta più propenso a investire in classi di attivo rischiose, come le azioni. Se si applica questo approccio al contesto attuale, per quanto complicato e difficile da leggere, si possono individuare occasioni di investimento». 

Qual è il legame tra sostenibilità e goal-based investing?

«Un esempio concreto lo si può individuare nel Green Deal europeo, che ha l’obiettivo di trasformare l’Unione in un leader globale grazie alla transizione a un’economia verde e digitale. Questo piano libererà una serie di investimenti finanziari significativi e farà nascere attraenti opportunità per gli investitori da cogliere attraverso un approccio agli investimenti di medio lungo termine che prediliga quelle società il cui core business si è allineato agli obiettivi di sviluppo sostenibile, i cosiddetti Sdg, sanciti dall’Onu. Investire quindi nelle aziende che partecipano al raggiungimento degli Sdg significa partecipare a un cambiamento significativo e reale». 

Come avviene la generazione di valore da parte di un gestore attivo come Allianz Global Investors? 

«Viene di fatto applicata una strategia che non solo si focalizza sulla singola azienda con la finalità di generare alfa, ma monitora che l’attività della società contribuisca ad avere un impatto positivo, sia a livello sociale, sia ambientale
(i.e.: alfa social e ambientale). Inoltre, da agosto questi fondi, in base alla direttiva Sfdr, ssono stati classificati come articolo 9: per ciascun prodotto, Allianz Global Investors è in grado di misurare in modo fattuale l’impatto sociale e ambientale delle scelte compiute all’interno dei portafogli e rendicontarlo agli investitori. Così facendo, è tra le prime e poche società a potere annoverare un’ampia gamma di strategie con queste caratteristiche».

Nell’adottare questo approccio, come cambia il rapporto tra cliente e consulente finanziario?

«Attraverso la pianificazione che porta alla costruzione di un portafoglio finalizzato a perseguire gli obiettivi di vita e che permetta di affrontare l’incertezza senza particolare ansie, il consulente è in grado di instaurare un rapporto con i propri clienti più proficuo e orientato al medio-lungo termine. In concreto, per tornare alla riflessione iniziale, ciò significa impiegare la liquidità lasciata sul conto corrente utilizzando i mercati come macchine del tempo per potere realizzare i propri obiettivi di medio e lungo periodo. Tra quelli che si possono sposare, gli Sdg rientrano a pieno titolo, anche da un punto di vista valoriale, perché afferiscono al futuro del pianeta. Non si può pensare di realizzare i propri obiettivi di vita se non ci si pone il problema delle sfide globali che si devono affrontare in tema di sostenibilità e gli investimenti allineati agli Sdg possono dare un forte contributo in questa direzione».

In quale modo il goal-based investing rende più resiliente il rapporto tra il cliente e il consulente finanziario?

«Perché nel goal-based investing si ragiona per obiettivi che permettono una condivisione di ciò che si vuole raggiungere, all’interno di un percorso in cui il consulente finanziario e il cliente camminano l’uno a fianco dell’altro. Ciò fa sì che la performance non sia più il fattore cardine cui attribuire valore, ma lo diventino i traguardi che ci si è prefissi attraverso un processo di pianificazione che ha ragione di essere solo all’interno di un ampio orizzonte temporale. Significa, in altre parole, concentrarsi sul futuro e fare progetti in merito che trovino realizzazione anche attraverso le scelte di investimento. Si tratta di un approccio che, proprio per queste caratteristiche, non può che cementare e rendere più resiliente il rapporto tra cliente e consulente».

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