a cura di Pinuccia Parini

Nina Hodzic, head of sustainable investment office di Allianz Global Investors, partecipa al Focus Sostenibilità

Negli ultimi anni, nelle politiche di investimento, è cresciuta in modo sensibile l’attenzione all’ambiente, agli aspetti sociali e alla governance. Vedete per questo trend rischi all’orizzonte?

«Riteniamo che l’attenzione fosse necessaria in passato e lo sia tuttora, poiché i vari attori del mercato devono impegnarsi maggiormente a indirizzare i capitali verso soluzioni più sostenibili. Allo stesso tempo, a causa della rapida crescita degli asset sostenibili, abbiamo purtroppo notato un aumento del “greenwashing” e dell’”impact-washing” nel mercato. Pensiamo che ciò rappresenti uno dei maggiori ostacoli per gli investimenti sostenibili e la credibilità dell’offerta in questo ambito. Per ridurre il rischio di greenwashing, sono state introdotte numerose normative in tutto il mondo, soprattutto nell’Ue, che hanno in parte fornito il loro contribuito. Tuttavia, queste ultime hanno anche generato confusione su come la regolamentazione degli investimenti Esg, di sostenibilità, climatici e d’impatto proseguirà e sarà definita nel corso del 2023. Si stanno acquisendo nuove competenze e ciò in prospettiva potrebbe favorire un approccio più globale. Ci aspettiamo di assistere a ulteriori sviluppi sui requisiti di rendicontazione, sulla transizione verde e sul valore di una corretta stewardship. Quest’ultimo aspetto, in particolare, non ha ricevuto l’attenzione che merita. Crediamo che gli investimenti sostenibili siano sempre più cruciali per la resilienza degli asset owner, degli investitori, dell’industria in generale e della società nel suo complesso, soprattutto perché gli impatti del cambiamento climatico si fanno sentire».

Quali obiettivi vi siete dati per essere parte attiva verso un’economia più resiliente e sostenibile?

«In AllianzGI, continuiamo a costruire competenze e risorse in materia di sostenibilità. Ciò si sta rivelando prezioso per consentirci di sviluppare nuovi prodotti e nuovi approcci, oltre che per trasformare quelli esistenti in soluzioni più in linea con l’investimento sostenibile. Allo stesso tempo, stiamo creando un’architettura proprietaria di dati sulla sostenibilità leader di mercato per informare, plasmare e monitorare le decisioni di investimento sostenibile per tutte le asset class. Inoltre, continuiamo a incorporare i valori sostenibili nelle nostre attività, dalla riduzione delle emissioni al sostegno alle comunità locali, come parte dell’approccio globale all’impatto sociale del Gruppo Allianz. In quanto firmatari dell’iniziativa Net Zero Asset Managers, ci impegniamo a sostenere l’obiettivo di azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050 o prima. AllianzGI ha anche aderito all’iniziativa One Planet Asset Managers, che supporta i membri del One Planet Sovereign Wealth Funds (Opswf) nell’integrazione dei rischi e delle opportunità legate al clima nei portafogli di investimento a lungo termine. Infine, in qualità di investitore nei mercati privati, AllianzGI può svolgere attività di engagement e stewardship per i fondi e gli attivi in cui investe attraverso le sue sfere di influenza, specifiche per ogni strategia. Svolgiamo questo ruolo con grande serietà e ci impegniamo a sollecitare standard più elevati, promuovendo e contribuendo alle iniziative del settore che garantiscono rigorosi standard Esg in tutti i mercati, compresi quelli privati, dove continuiamo a svolgere un ruolo attivo nelle associazioni per dare forma a questo segmento. Ad esempio, il nostro responsabile degli investimenti sostenibili e d’impatto, Matt Christensen, è stato nominato membro del consiglio di amministrazione del Global Esg Benchmark For Real Assets (Gresb), che contribuisce a definire gli standard dei mercati privati per garantire che rimangano guidati dagli investitori e allineati ai principi dell’investimento responsabile».

Quali sono le soluzioni d’investimento sulle quali state concentrando il vostro impegno?

«La nostra ambizione è continuare a fare crescere la nostra  offerta di prodotti d’investimento sostenibili e a impatto e di soluzioni personalizzate, sia nel mercato tradizionale, sia nei private market, dimostrando così il nostro impegno nel tracciare percorsi verso un futuro più sostenibile. Abbiamo identificato tre temi fondamentali: cambiamento climatico, confini planetari e capitalismo inclusivo. Essi sono cruciali per la società, gli investitori e per la stessa AllianzGI e guidano le attività di ricerca e di stewardship, lo sviluppo dei prodotti e gli impegni assunti nel settore. Grazie al sostegno di un team consolidato, abbiamo compiuto progressi significativi nel 2022, tra i quali l’avvio di un’architettura proprietaria di dati sostenibili all’avanguardia che supporta i gestori di portafoglio nel loro processo decisionale. Nell’ambito del nostro impegno a promuovere la conoscenza e la diffusione presso i clienti degli investimenti a zero emissioni, abbiamo introdotto un nuovo approccio incentrato sulla riduzione dell’impronta di carbonio nei portafogli. I fondi gestiti secondo questa modalità si impegnano a ridurre la propria impronta di gas serra lungo un percorso prestabilito (ad esempio del 5% all’anno) o a rimanere al di sotto del proprio benchmark in termini di intensità di gas serra (ad esempio del 20%). Inoltre, nei mercati privati, dove vantiamo oltre 10 anni di esperienza nell’offerta di investimenti basati su risultati sostenibili, diversi team hanno fissato l’obiettivo di aumentare la quota di asset a basse emissioni per nuove strategie e investimenti. Siamo stati anche tra i primi a fornire veicoli di finanza mista (blended finance), nei quali i capitali pubblici e privati si combinano per creare opportunità in grado di generare un impatto, soprattutto nei mercati emergenti».

Ritiene che il tema sociale sia stato trascurato nelle proposte d’investimento?

«Le questioni sociali sono state generalmente oscurate da altri aspetti della sostenibilità, come il clima. La situazione sta cambiando e il Covid-19 ha messo in luce le disuguaglianze nell’accesso ai beni di prima necessità e alle opportunità. La soluzione di questi problemi richiede un nuovo tipo di capitalismo. In una nostra recente pubblicazione, abbiamo approfondito il tema del capitalismo inclusivo ed evidenziato le lezioni apprese sull’impatto sociale delle crisi degli ultimi anni per i beni di prima necessità per sostenere la vita, come, ad esempio il cibo e l’energia, e per i beni di sussistenza di prima necessità nell’economia moderna, come l’istruzione e l’accesso al digitale. Il diritto all’assistenza sanitaria è un altro tema importante che abbiamo affrontato, esplorando i modi con i quali gli investitori potrebbero indirizzare il capitale verso prodotti, servizi e soluzioni nel settore sanitario. Abbiamo anche rilevato un aumento dell’interesse dei clienti per le nostre attività di ricerca e di stewardship sulle questioni sociali, in particolare i diritti umani e il capitale umano. Di recente, abbiamo avviato una collaborazione con Pri Advance, un’iniziativa di stewardship in cui gli investitori istituzionali collaborano per agire sui diritti umani e sulle questioni sociali. Per quanto riguarda gli investimenti legati al capitalismo inclusivo, disponiamo di soluzioni di investimento allineate agli Sdg delle Nazioni Unite (Sustainable Developments Goals-Obiettivi di Sviluppo Sostenibile), tra i quali in particolare le strategie Sustainable Health Evolution e Positive Change e, per quanto riguarda i mercati privati, di soluzioni di finanza mista nei mercati emergenti».

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