Allocazione attivi favorevole al rischio

Con la diminuzione dell’incertezza in Grecia e Cina e la crescita globale in ripresa vengono evidenziate le opportunita’ di investimento per la seconda parte dell’anno. Goldman Sachs

a cura di Stefania Basso

Nel breve termine i rischi provenienti da Grecia e Cina potrebbero generare ulteriore volatilità ma verso fine anno la crescita degli utili sarà il motore chiave dei rendimenti. Il miglioramento delle prospettive di crescita e una minore pressione dell’inflazione per il calo dei prezzi delle commodity potrebbero riuscire a limitare un’eventuale correzione delle azioni. All’interno dell’universo azionario il team di Goldman Sachs continua a preferire le azioni europee e giapponesi su un orizzonte temporale di 12 mesi, perché il premio per il rischio azionario rimane alto, la politica monetaria è accomodante e il potenziale di crescita solida degli utili è maggiore. Vengono sottopesate le azioni americane, dato che il potenziale di rendimento è vincolato dalle valutazioni elevate e dai margini. Storicamente i mercati azionari non-US hanno sovraperformato le azioni americane nei dodici mesi successivi al primo rialzo dei tassi della Fed. L’MSCI EM tende a sottoperformare e continuerà a rimanere più debole rispetto ai mercati azionari sviluppati per gli ulteriori rischi provenienti dalla Cina e per le pressioni dovute all’abbassamento dei prezzi delle commodity e al rafforzamento del dollaro. Su tre mesi, con la diminuzione dei rischi della Grecia, l’Europa passa a sovrappeso. Anche se permangono i rischi per il salvataggio della Grecia nel breve termine, la performance relativa potrebbe salire verso fine anno.

Goldman Sachs rimane sottopesata sui titoli di Stato. La volatilità dei tassi rimarrà elevata. Nel breve termine i flussi verso gli asset rifugio, per i rinnovati timori della Grecia, potrebbero spingere i rendimenti al ribasso. L’approvazione di un nuovo programma pluriennale per la Grecia genererà un maggiore aumento dei rendimenti e si focalizzerà sul primo rialzo dei tassi della Fed. Il primo rialzo della Fed in quasi dieci anni accrescerà la pressione al rialzo sui rendimenti decennali. Vengono preferiti i titoli di Stato tedeschi rispetto a quello americani.

Goldman Sachs mantiene una posizione di sottopeso sulle materie prime. Le previsioni sul rendimento dell’S&P GSCI indicano un rendimento assoluto negativo sino a fine anno. Mantenuta una posizione orso sul petrolio. Il greggio WTI toccherà 45 dollari al barile nel terzo trimestre per poi stabilizzarsi a circa 60 dollari al barile nel 2016. I timori di Grecia e Cina hanno contribuito al recente calo dei prezzi del petrolio ma l’eccesso di offerta è il fattore più importante. Posizione di ribasso anche sull’oro, dato che viene stimato un aumento dei tassi reali con il miglioramento della crescita USA e il primo rialzo dei tassi da parte della Fed.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.