All’orizzonte nessun rischio Italexit

Secondo Yves Longchamp, head of Research di ETHENEA Independent Investors (Schweiz) AG, il principale rischio in Europa è di natura economica più che politica

“I rischi politici legati alle elezioni in Francia e in Italia sono sopravvalutati: i veri rischi in Europa restano di natura economica e sono legati alla fragilità economica e all’eterogeneità degli Stati soggetti a un’unica valuta e a un unico tasso d’interesse”. E’ questa l’analisi di Yves Longchamp, head of Research di ETHENEA Independent Investors (Schweiz) AG.

Donald Trump è un presidente potente, che può realmente riformare gli Stati Uniti e rappresenta quindi un vero rischio politico. Riteniamo invece che in Francia e in Italia i rischi politici legati alle elezioni siano sopravvalutati. Il principale rischio in Europa rimane la combinazione di fragilità economica ed eterogeneità degli Stati membri soggetti a un’unica valuta e a un unico tasso d’interesse. Il vecchio processo di adeguamento adottato prima della creazione dell’euro, che si serviva essenzialmente di movimenti valutari, non esiste più. Ciò che resta, è una svalutazione interna attraverso i differenziali di inflazione (inclusa la deflazioni in alcuni paesi). Crediamo pertanto che il principale rischio in Europa sia di natura economica piuttosto che politica. Un rallentamento o una recessione prolungati, farebbero nuovamente riemergere differenze in termini di produttività ed elevato debito pubblico. Al momento gli indicatori economici dell’Eurozona continuano a essere complessivamente incoraggianti, facendo passare in secondo piano il problema della sopravvivenza dell’Unione.

Sul piano politico, va ricordato che l’Italia ha un sistema bi­camerale perfetto e un panorama politico molto frammentato, dove è altamente improbabile che si formi una coalizione sufficientemente ampia da assumere il potere in entrambe le camere e dare avvio all’Italexit, sebbene soltanto il 53% della popolazione si dichiari a favore della moneta unica.

Analogamente, in Francia, dove secondo i più recenti dati dell’Eurobarometro circa due terzi della popolazione sono a favore dell’euro, le elezioni passate hanno mostrato che al secondo turno gli elettori non appartenenti al Front National tendono a votare in blocco per l’altro candidato. Anche in questo caso, quindi, è improbabile che il paese possa lasciare l’Europa per sua scelta.

 

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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