Amundi: «Un’accelerazione dagli emergenti»

Lo strategist della società di gestione transalpina analizza una delle aree che ha sorpreso maggiormente gli analisti.

Sergio Bertoncini, strategist di Amundi affronta alcuni punti fondamentali dell’azionario emergente con un focus sulle scelte geografiche del gruppo.

Qual è l’opinione di Amundi principali economie emergenti?

«Le economie emergenti sono destinate a fornire un importante contributo alla crescita globale nel 2017 e nel 2018: nell’anno in corso ci attendiamo un’accelerazione dal 4,1% al 4,4% della crescita dell’area emergente nel suo complesso, soprattutto per effetto del miglioramento della performance economica dei paesi esportatori di materie prime e petrolio. Russia e Brasile, in particolare, dovrebbero mostrare un recupero significativo, venendo da anni di pesante recessione, ma anche da altre importanti economie, soprattutto asiatiche, riteniamo che giungeranno importanti conferme di solidità. La Cina, in particolare, ha dimostrato di sapere gestire con successo la transizione del proprio modello di crescita, evitando il paventato hard landing e controllando un rallentamento che in molti casi batte le stime di consenso degli economisti. Anche l’India, tra i paesi asiatici, costituisce un importante motore di crescita e ha beneficiato negli ultimi anni del ridotto costo delle materie prime e di importanti volumi di investimento che rappresentano ancora una quota importante del Pil. Inoltre, le politiche monetarie e in alcuni casi anche quelle fiscali permangono complessivamente di sostegno al trend in atto».

Qual è il quadro delle valutazioni nell’azionario locale?

«I mercati emergenti offrono valutazioni complessivamente attraenti nell’ambito dei comparti azionari: le principali metriche di valutazione mostrano infatti livelli di pricing generalmente inferiori a quelle dell’area euro, anche se in alcuni casi in misura contenuta, ma in particolare il gap valutativo risulta ampio rispetto al comparto statunitense, rinvigorito negli ultimi mesi dalle nuove prospettive di politica fiscale espansiva. Negli ultimi mesi dell’anno scorso il gap si era ampliato per effetto di molti fattori che avevano favorito un rerating statunitense: tuttavia, nelle ultime settimane abbiamo assistito a un ritorno di flussi positivi nei listini emergenti e a un atteggiamento più costruttivo degli investitori anche alla luce del citato aspetto valutativo».

A livello geografico, Amundi dove vede le migliori opportunità?

«Riteniamo che l’approccio ai comparti azionari emergenti debba sempre conformarsi a un atteggiamento selettivo, che sappia ottimizzare le prospettive di crescita macro e microeconomica con le valutazioni offerte, ma tenendo conto anche dei rischi. Nella fase attuale l’Asia offre certamente prospettive di crescita attraenti rispetto alle altre aree, ma, guardando al mix dei fattori appena citati, comprese le valutazioni e i rischi, la preferenza va ancora all’India rispetto ad altri importanti paesi dell’area. Tra i paesi preferiti, poi, citiamo anche la Russia, tornata a essere supportata da un più favorevole trend dei prezzi delle materie prime e dell’energia».

Dove vedete invece ancora aree di debolezza?

«Nonostante i brillanti segnali economici, sostenuti da una politica fiscale particolarmente espansiva e da un deprezzamento controllato della divisa, continuiamo a considerare con una certa cautela il listino cinese, alle prese con i rischi legati al trend creditizio domestico, tuttora sostenuto, e con valutazioni meno attraenti rispetto ad altre aree. Nell’ambito di queste indicazioni, tuttavia, è evidente che alcuni settori legati ai forti consumi di una domanda domestica in particolare crescita anche qualitativa rientrano tra le nostre scelte d’impiego anche nell’ambito di quest’area».

Boris Secciani
Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.
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