Amundi Sgr: «Il passaggio epocale alla sostenibilità»

Vincenzo Sagone, head of Etf, indexing & smart beta business unit di Amundi Sgr, partecipa al Focus Etf.

Quali sono i trend che hanno mostrato maggiore forza all’interno dell’universo degli Etf?

«Il passaggio epocale agli investimenti sostenibili è uno dei trend di investimento più rivoluzionari del nostro tempo, che sta determinando un cambiamento rilevante nel settore degli Etf e non solo. Nel 2020 oltre 44 miliardi di euro di nuovi flussi sono stati investiti in Etf Esg europei, rispetto ai 17 miliardi del 2019, e riteniamo che la domanda rimarrà molto forte anche per tutto il 2021: dall’inizio dell’anno, infatti, circa il 50% dei flussi netti verso Etf azionari è stato investito in prodotti sostenibili. Nel reddito fisso, gli Etf Esg hanno raccolto il 100% dei flussi netti e negli ultimi due anni il numero di exchange traded fund a reddito fisso che incorporano criteri Esg è aumentato dal 4% al 12%. Un’ulteriore area in cui ci aspettiamo una crescita è gli Etf a reddito fisso. Un trend, questo, che sta emergendo e che, ancora una volta, è trainato in modo consistente dalla domanda di soluzioni sostenibili».

Nel contesto del grande interesse per l’Esg, quale sarà, secondo voi, l’impatto del regolamento Sfdr?

«Gli interventi del regolatore europeo sugli investimenti sostenibili, come la Sfdr, sono sicuramente un elemento catalizzatore verso una maggiore adozione dell’Esg. Forniscono, infatti, un quadro ben definito per l’effettiva implementazione, rafforzando la protezione degli investitori e fornendo loro un approccio armonizzato che consenta il confronto tra prodotti. L’obiettivo fondamentale del regolamento Sfdr è aumentare nel mondo dell’asset management la trasparenza e innescare un circolo virtuoso che riteniamo sarà di grande aiuto per indirizzare gli investimenti verso un’economia più verde e responsabile. Un obiettivo che condividiamo appieno. Amundi Etf offre una scelta di prodotti Esg e sul clima di alta qualità e a costo contenuto, con un’ampia scelta tra diverse intensità e metodologie Esg, dai fondi basati su semplici esclusioni a quelli allineati all’Accordo di Parigi. Questa gamma chiaramente definita consente agli investitori di comprendere facilmente il livello di intensità Esg dei diversi fondi che la compongono ed è allineata ai requisiti previsti dalla Sfdr».

Pensate che vi sarà sempre più spazio per Etf incentrati su portafogli tematici di nicchia, come, ad esempio, robotica, fintech o smart city?

«Gli Etf tematici sono sempre più richiesti. Gli asset in gestione in questi fondi sono triplicati dal 2018 e più che raddoppiati durante il 2020. Solo nel primo trimestre del 2021, circa il 25% dei nuovi Etf immessi sul mercato è tematico1. In questo campo, l’innovazione di prodotto è guidata da diversi trend. Il primo è, ancora una volta, l’investimento responsabile: i fondi che trattano l’emergenza climatica sono, infatti, tra le offerte tematiche più richieste in questo momento. Nel 2020 Amundi ha lanciato uno dei primi Etf Pab (Paris-aligned benchmark) e ha in seguito ampliato la gamma con diversi strumenti azionari Pab e Ctb e l’aggiunta, più di recente, di un’esposizione al reddito fisso. Il secondo trend per i tematici è la “disruptive technology” e, in particolare, l’intelligenza artificiale. L’interesse nei confronti di quest’area è decisamente aumentato anche a causa della pandemia, che ha accresciuto la nostra dipendenza dalle soluzioni digitali. Si prevede che l’industria globale dell’intelligenza artificiale varrà quasi 267 miliardi di dollari entro il 2027, rispetto ai 27 miliardi del 20192. La nostra gamma tamatica comprende un Etf esposto all’Intelligenza artificiale e non solo. Offriamo anche Etf sul tema delle smart city e delle smart factory, che investono rispettivamente sulle città e sulle industrie del domani». 

Al di fuori dell’azionario, che rimane comunque l’asset class dominante per gli Etf, quali segmenti presentano il potenziale maggiore (obbligazionario, cripto, asset privati, attivi)?

«Ci aspettiamo un interesse crescente per gli Etf a reddito fisso: la resilienza di questi strumenti durante le turbolenze di mercato del 2020 e la loro trasparenza ne hanno rafforzato la domanda da parte degli investitori. Le autorità monetarie hanno evidenziato il ruolo degli Etf come strumento di “price discovery”, soprattutto in ambito obbligazionario, in cui gli Etf hanno dimostrato di essere in grado di fornire un’indicazione del fair value dei titoli. Contemporaneamente, la crescente domanda di investimenti Esg ha stimolato l’innovazione di prodotto in questa asset class. Oggi gli investitori possono quindi accedere a Etf a reddito fisso pronti all’uso, altamente efficienti, con forti credenziali Esg e a prezzi competitivi. Amundi vanta un’expertise di oltre 40 anni in investimenti obbligazionari e gestisce quasi 790 miliardi3 di euro di attivi in questa asset class. Combinando questa esperienza con l’altrettanto affermata leadership negli investimenti responsabili, Amundi è in una posizione ideale per fornire agli investitori una solida gamma di soluzioni di investimento per comporre la loro allocazione a reddito fisso e per accompagnarli nella transizione verso l’Esg».

1Fonte: Trackinsight maggio 2021

2 Fonte: Fortune Business Insights, 2020

3 Fonte: Amundi, a fine marzo 2021

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