Anatomia di un bull market

Anatomia di un bull market. I bull market sul mercato azionario non muoiono di vecchiaia e quello attuale, in corso da oramai otto anni, non fa differenza. L’analisi di Mps

I killer di un bull market sono solitamente identificati in un deterioramento delle condizioni macroeconomiche (rallentamenti o recessioni che determinano un declino degli utili), in eccessivamente brusche restrizioni della politica monetaria (che conducono a rialzi dei tassi d’interesse che risultano insostenibili per alcuni settori del mercato azionario) o a eventi geopolitici. Questi agenti sono particolarmente dannosi se si combinano con un elevato livello di valutazione dei mercati.

Dal minimo dello S&P500 (9 marzo 2009) i maggiori indici azionari hanno messo a segno performance totali comprese tra il 140% ed il 250%. Prendendo a riferimento lo S&P500, in termini di performance totale quello attuale è il secondo bull market sia per entità che per durata ed è stato osservato che il rally è frutto principalmente di un’espansione dei multipli mentre la crescita degli utili ha avuto un ruolo secondario. Varie metriche utilizzate per determinare il livello di valutazione del mercato azionario sono ora su livelli storicamente elevati, in particolar modo per il mercato USA.

Cambiando il punto di osservazione e considerando la performance annualizzata (la performance totale corretta per la durata del rally) il bull market attuale presenta una performance simile a quella del 1990- 2000 (tech bubble) e inferiore ai due bull market degli anni ’80.

In breve: in una prospettiva storica l’apprezzamento dei mercati azionari degli ultimi otto anni è stato importante, ma non senza precedenti, sia in termini di intensità che di durata, e lascia il mercato in un territorio che può essere definito di sopravalutazione rispetto al suo passato. Tutto questo in un ambiente in cui l’ottimismo degli investitori appare come molto elevato. In questo contesto, gli investitori monitoreranno attentamente nei prossimi mesi l’eventualità che qualche fattore fondamentale (rallentamento ciclico, rialzo eccessivo dei tassi d’interesse, possibili eventi geopolitici) possa far deragliare il bull market.

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