Anche la Svezia lancia il suo QE antideflazione

A cura di Rocki Gialanella

Dire che la Riksbank, la banca centrale svedese, ha fatto la storia non e’ un’esagerazione: fondata nel 1668, e’ l’istituzione monetaria piu’ antica del mondo.

In tempi di deflazione, anche questa storica banca centrale non ha potuto fare a meno di portare prima i tassi a livello zero (ottobre 2014) per poi spingersi oltre e applicare tassi d’interesse negativi (-0,10%). E per non farsi mancare nulla rispetto ad altre entità, ha annunciato il suo particolare programma di espansione quantitativa: utilizzerà 1.000 mln di euro ( 10.000 mln di corone svedesi) per acquistare titoli di stato domestici.

Con queste misure, la Riksbank fa un passo ulteriore verso le misure di politica monetaria straordinarie che stanno da tempo coinvolgendo diverse istituzioni monetarie di ogni angolo del pianeta. Nelle ultime settimane era stato il turno della Banca Centrale Europea e della Banca Centrale di Danimarca – seguendo direzioni diverse- a propendere per l’introduzione di misure espansive non ordinarie di politica monetaria. La decisione svedese rappresenta un mix tra quelle intraprese da Svizzera e Danimarca (tassi negativi sia ufficiali che sui depositi) e quella della Bce (acquisto di titoli di stato e mantenimento del tasso ufficiale a livello ancora positivo (0,05%), tasso sui depositi negativo (-0,20%) e acquisto di titoli di stato.

Di conseguenza, la Riksbank si somma alla Federal Reserve, alla Bank of England e alla BCE, le tre banche centrali dei paesi industrializzati che hanno optato per un ampliamento dell’arsenale monetario e l’acquisto diretto di government bond. La decisione ha provocato un rafforzamento dell’euro e del dollaro Usa nei confronti della corona svedese. Ieri l’euro si è apprezzato di quasi il 2% fino a 9,65 corone (livello che non si vedeva dal 2010) e il dollaro dell’1% fino a 8,47%.

Ingves, governatore della Riksbank, ha motivato la decisione affermando che ‘la situazione internazionale è incerta a causa delle discrepanze tra le distinte politiche monetarie applicate nelle singole aree del pianeta e delle forti oscillazioni dei cambi delle valute’. Queste considerazioni portano Ingves a sostenere che il tasso d’inflazione potrebbe non risalire in tempi sufficientemente rapidi.

In tal senso, l’entità ha tagliato le sue previsioni d’inflazione per l’anno in corso dallo 0,3% allo 0,1% e per il 2016 dal 2% all’1,9%. L’evoluzione dei prezzi al consumo in Svezia ha seguito un andamento negativo in dieci degli ultimi dodici mesi. Pertanto Ingves ha sostenuto che non appare appropriato aumentare i tassi almeno fino alla metà del 2016. Inoltre, la Riksbank si è impegnata a ricorrere a misure espansive fino a quando le aspettative sui prezzi continueranno a restare fredde.

Per il momento, saranno destinati 1.000 mln di euro (10.000 mln di corone svedesi) all’acquisto di titoli di stato con scadenze tra 1 e 5 anni. Si tratta di un volume piccolo rispetto ai 4.000 mld di Usd che la Fed ha destinato a QE1, QE2 e QE3 tra il 2008 e il 2014, ma l’ammontare potrebbe lievitare anche con annunci fatti al di fuori delle riunioni programmate della banca centrale.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.