Ancora ottimisti sulla regione asiatica, in particolare su Cina

a cura di Stefania Basso

Nonostante le avversioni le riforme proseguono a un ritmo sostenuto e la Cina sta adottando gli strumenti giusti per raggiungere gli ambiziosi obiettivi prefissati. Il commento mensile di JK Capital Management

Maggio è stato un mese molto interessante per i mercati asiatici, in particolare per la Cina, dove le riforme proseguono a un ritmo senza precedenti e permangono gli obiettivi di crescita fissati per la fine dell’anno.

L’ottima performance del mercato azionario di Hong Kong registrata nel mese di aprile ha innescato qualche presa di profitto, in particolare sulle large cap con A/H dual-listings, ma non ha comunque interrotto la forte richiesta per le A-share mid-caps del continente cinese, maggiormente orientate al retail.

Dal punto di vista macro l’economia cinese sta rallentando. Le esportazioni in aprile sono scese del 6,4% anno su anno mentre le importazioni sono calate del 16,2% anno su anno. Entrambi i dati sono inferiori alle stime del consenso. I dati dei PMI sono stati deboli. Il PMI HSBC/Markit è rimbalzato lievemente, da 48,9 punti di aprile a 49,2 punti di maggio. L’attività industriale si è risollevata, dal 5,6% di marzo al 5,9% di aprile. Gli investimenti in attivi fissi sono cresciuti del 9,4% anno su anno in aprile, in ribasso dal 13,5% nel primo trimestre dell’anno. Questi dati hanno portato alcuni broker ad abbassare le stime di crescita del pil quest’anno, compreso il CLSA (Credit Lyonnais Securities Asia) che ha previsto una riduzione della crescita 2015 dal 6,9% al 6-6,5% e una crescita del pil del secondo trimestre 2015 al 6,25%.

Per stimolare l’economia, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC) ha previsto il lancio di 1,043 progetti di partenariato pubblico-privato (PPP), per un investimento totale da parte di NDRC di 2 trilioni di RMB. I progetti riguardano i trasporti, l’energia, la tutela delle acque e la salvaguardia dell’ambiente. Il programma pilota di 80 progetti PPP che è partito nel 2014 non ha avuto un grande successo con gli investitori privati dato che i rendimenti erano molto bassi e le garanzie del Governo praticamente inesistenti. Questa volta il Consiglio di Stato ha approvato nuove regolamentazioni per migliorare l’attrattività dei progetti, compreso l’accesso a prestiti bancari interessanti con scadenze sino ai 30 anni.

Il Sud-Est asiatico, invece, sta mostrando qualche segnale di debolezza.
In Indonesia il mercato ha performato bene, in rialzo del 3% dopo un calo del 7,3% di aprile. Il team di JK Capital rimane tuttavia prudente sul paese. Il pil dell’Indonesia è cresciuto solo del 4,7% anno su anno nel primo trimestre dell’anno, in calo dal 5,0% del trimestre precedente, la crescita più debole dal 2009. La fiducia nei consumi è scesa in modo sostenuto in aprile, in linea con la fiducia delle imprese. L’Indonesia rimane il paese asiatico più vulnerabile a causa della situazione del disavanzo delle partite correnti, che su quattro trimestri rimane al 3% del pil, anche se il dato del primo trimestre è migliorato a un disavanzo dell’1,8%.

Il mercato malese è sceso del 3,9% a maggio. Il pil è cresciuto del 5,6% anno su anno nel primo trimestre, in ribasso da una correzione del 5,7% del quarto trimestre lo scorso anno. Si stima una minore crescita dei consumi privati con l’introduzione dell’IVA. L’abbassamento costante dei prezzi dell’energia peserà inoltre sull’economia. Nota positiva le esportazioni ex commodity, che pesano per circa due terzi dei beni esportati e che dovrebbero trarre beneficio dal forte deprezzamento del ringgit.

L’economia delle Filippine è cresciuta al ritmo più debole in più di tre anni, segnando una crescita anno su anno del 5,2% nel primo trimestre, in calo da una crescita del 6,6% registrata nel quarto trimestre dello scorso anno e sotto il consenso del mercato pari al 6,6%. Il principale fattore del rallentamento è stato l’indebolimento delle esportazioni. Gli economisti rimangono in generale fiduciosi sullo stato di salute dell’economia interna delle Filippine e sul rimbalzo delle esportazioni a fine anno.

Per quanto riguarda le valute asiatiche, il won coreano ha perso il 3,2% per la speculazione di un possibile indebolimento della valuta della Bank of Korea a supporto degli esportatori del paese. Il ringgit malese ha perso il 2,8% quando il baht thailandese e la rupia indonesiana sono scese del 2%. Lo yuan cinese è rimasto stabile contro il dollaro.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.