«Sempre più flessibilità nelle politiche di gestione»

Ugo Loser, amministratore delegato di Arca Fondi Sgr, rivendica i risultati ottenuti sul fronte della previdenza integrativa e spiega che sono al vaglio una serie di nuovi prodotti che verranno concordati con i distributori.

Qual è stato l’elemento più positivo, e quello meno, per la vostra società in un anno caratterizzato dalla grande incertezza sui mercati?

«Per Arca Fondi il 2016 è stato un anno particolarmente positivo. La raccolta ha infatti tenuto bene e, soprattutto, a dispetto delle difficoltà dei mercati, la qualità dei nostri strumenti d’investimento ha garantito performance non solo nei prodotti sui quali Arca è storicamente presente, ma anche su quelli meno consoni alla nostra tradizione, come gli emerging market. In più devo dire che puntare sull’economia reale del nostro paese si è rivelata una scelta azzeccata e vincente e non a caso il nostro fondo dedicato alle piccole e medie imprese italiane ha fatto registrare una performance superiore al proprio benchmark. Mi preme sottolineare, inoltre, il risultato del nostro fondo pensione: il comparto Previdenza Crescita ha registrato una performance positiva del 5% mentre quello obbligazionario, ha fatto circa il 4%. Questi sono numeri che dimostrano il valore della previdenza integrativa, settore in cui Arca è il primo player italiano. La fase difficile attraversata dai soci veneti (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza), che detengono quasi il 40% di Arca e che contribuiscono al conto economico della nostra società, ha ovviamente inciso sui risultati, poiché puntiamo molto su questi canali, ma non in maniera determinante».

Il 2016 verrà ricordato come l’anno delle grandi sorprese (Brexit, elezioni Usa). Quali sono state le reazioni degli investitori italiani?

«A gennaio-febbraio 2016 sembrava che il mondo stesse per finire, vista l’elevata volatilità. C’era il fuggi fuggi ed era alta la preoccupazione che le banche fallissero. È stato un incubo. E lì, noi, come credo il resto dell’industria, abbiamo costatato vero e proprio panico e la fuga degli investitori, specialmente dai fondi non monetari. In quella situazione molti preferivano il rendimento offerto da questi prodotti rispetto ad altre categorie che si muovevano dell’1% al giorno quando il mercato registrava perdite dell’ordine del 5%. A fronte di quella situazione, molti sottoscrittori, che difficilmente riescono a guardare al lungo periodo, hanno oggettivamente messo in luce comportamenti che sfioravano il panico. Fortunatamente, invece, la Brexit non ha inciso sui nostri risultati: la presenza inglese nei portafogli era sostanzialmente limitata e quindi l’impatto è stato minimo. Le banche centrali, inoltre, sono intervenute bene garantendo liquidità e tranquillizzando i mercati. Passando all’altra sorpresa del 2016, l’elezione di Donald Trump, le sue prime dichiarazioni subito dopo la vittoria sono state molto tranquillizzanti per i mercati».

Il 2017 si preannuncia come un anno molto diverso dai precedenti (il ritorno dell’inflazione, l’aumento dei tassi in Usa, la comparsa del termine tapering anche in Europa). Alla luce di questi elementi quali nuovi strumenti di investimento lancerete nel 2017?

«Abbiamo una pipeline di nuovi prodotti che concordiamo con i nostri distributori che rispondono a queste esigenze: la nostra visione è che il rialzo dei tassi non sarà né importante né repentino. In Europa ci preoccupiamo relativamente poco di una ripresa importante dell’inflazione, perché la domanda è debole così come la crescita; tutto sommato l’aumento dei prezzi che vediamo è dovuto alla svalutazione del cambio e alla rivalutazione del dollaro. In linea generale crediamo che bisognerà essere molto veloci nel muoversi rispetto ai cambiamenti di scenario: quindi in tutti i nostri prodotti cerchiamo di introdurre in maniera importante un elemento di flessibilità nella politica di gestione. Come ha dimostrato il 2016, e probabilmente ancora di più nel 2017, ci sarà un grande valore nel mondo dei fondi flessibili rispetto agli strumenti legati ai benchmark».

 

Massimiliano D'Amico
Dopo aver lavorato per alcune testate locali, ho iniziato la mia carriera giornalistica nell’ambito finanziario nel 2006. Alla ricerca di nuovi stimoli professionali nel 2009 sono passato a FONDI&SICAV dove, nel 2014, sono stato nominato vicedirettore. In particolare curo l’inserto “Consulenti&Reti”. Ogni mese intervisto gli amministratori delegati delle principali strutture della consulenza finanziaria italiana e analizzo gli argomenti più “caldi” del momento. Mi occupo anche di www.videofinanza.it, il portale dedicato esclusivamente alle video-interviste a gestori-strategist (italiani e stranieri) dei più importanti asset manager globali e ai protagonisti del mondo delle reti di consulenza finanziaria.
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